Acque termali: efficaci nel trattamento delle vie respiratorie

La terapia termale è probabilmente la forma più antica di cura conosciuta nella plurimillenaria storia della medicina. Nel bacino del Mediterraneo questa pratica terapeutica era già nota e apprezzata dai Greci, dagli Etruschi e dai Romani, probabilmente popolare anche in epoche precedenti.
Sui benefici delle cure termali hanno scritto diffusamente già Ippocrate e Galeno, padri dell’Arte Medica. Valutazioni empiriche prima e cliniche e sperimentali poi ne hanno confermato il valore terapeutico in molte patologie, soprattutto ad andamento cronico, facendo di questa cura un esempio unico per longevità. Storicamente la Medicina termale, oltre che in Italia (dove sono attive numerose stazioni termali attrezzate per le diverse modalità di cura e dove, in diverse Sedi Universitarie, esiste una specifica Scuola di Specializzazione post-laurea in “Medicina Termale”), viene comunemente praticata soprattutto in Francia, Germania e Spagna.

La crenoterapia

Per quanto riguarda le malattie respiratorie in generale, e otorinolaringoiatriche in particolare, diversi sono i quadri clinici che possono giovare del trattamento termale inalatorio o più tecnicamente crenoterapia interna.
La crenoterapia è, appunto, un trattamento che prevede l’assunzione di acque termali. In greco “crené” significa infatti sorgente, fontana, quindi, terapia, cura attraverso l’uso di acqua sorgente. La Natura, forse non casualmente, ha provveduto a far scaturire queste fonti termali in località dove, quasi sempre, al vigore dell’acqua sorgiva si associa una sorta di “genius loci” (entità o divinità associata a un luogo fisico), costituito anche, ma non solo, da bellezze paesaggistiche rappresentate, ad esempio, da coste marine o lacustri, montagne o valli amene. Non casualmente, in prossimità di queste sorgenti esistono templi pagani e vestigia antiche, greche o romane, di residenze patrizie.

La validità del trattamento

Tutto questo giustifica il fatto che i benefici delle cure termali sono più evidenti quando il paziente si reca direttamente presso le sorgenti, piuttosto che se utilizza tali acque al proprio domicilio (non si deve dimenticare che, nella maggior parte dei casi, i processi di trasferimento o imbottigliamento delle acque termali modificano, in parte, il contenuto in principi attivi, che sono per lo più volatili). Medesima considerazione deve essere fatta quando, al trattamento termale, si associa il soggiorno presso le fonti stesse, godendo quindi anche di quanto il luogo offre in ordine di “benessere” fisico e psichico, evitando così il più possibile un trattamento “mordi e fuggi”.

I benefici delle acque termali

Attualmente la medicina si basa sulla evidenza dei risultati (Evidence Based Medicine, EBM) e sugli studi scientifici controllati.
Quali sono, quindi, i meccanismi attraverso i quali l’introduzione dell’acqua o dei vapori termali, all’interno del nostro corpo, permettono di ottenere il miglioramento o la guarigione di numerosi quadri clinici infiammatori? Innanzitutto, va chiarito che non tutte le acque termali, utili per il trattamento delle vie respiratorie, hanno la medesima composizione chimica o la stessa temperatura alla sorgente. Tali acque possono essere suddivise in:
• sulfuree;
• salso-solfato alcaline;
• salso-bromo-iodiche;
• sulfureo-salso-bromo-iodiche.
Poiché gli effetti terapeutici di queste acque possono, sia pur in modo approssimativo, essere ricondotti ai loro componenti chimici, vediamo come in senso generale, tali ioni agiscono sulle mucose respiratorie.
• Lo zolfo – presente soprattutto in forma di acido solfidrico (H2S), aumenta l’attività immunocompetente delle mucose respiratorie, attraverso l’aumento degli anticorpi mucosa associati (IgA secretorie). Esercita, inoltre, un effetto vasodilatatorio e di attivazione dei meccanismi difensivi cellulo-mediati, risultandone anche per questo un effetto antisettico. Molto importante è l’effetto mucolitico, cioè fluidificante sulle dense secrezioni catarrali tipiche delle flogosi infiammatorie respiratorie.
• Il Cloruro di Sodio – caratterizzante le ac-que salse (cioè salate) esercita un’azione benefica, principalmente, attraverso la sua ipertonia osmotica che facilita la decongestione della mucosa infiammata.
• Lo Iodio – oltre al noto effetto anti-linfatico, che si ottiene anche con la sua inalazione nel soggiorno marino, aumenta il metabolismo attraverso la stimolazione tiroidea, aggiungendo un complessivo effetto simpaticotonico.
• Il Bromo – esplica un effetto “sedativo” sia locale che generale.
Nell’insieme, tali effetti producono, anche, un netto miglioramento della “clearance muco-ciliare”, cioè l’attività di “autopulizia” delle mucose delle vie respiratorie, che si ottiene attraverso l’intrappolamento nel muco e il trasporto mediante l’attività ciliare di batteri e miceti verso la faringe e la via digestiva.

Le cure più consigliate

Le principali tecniche attraverso le quali l’acqua termale viene messa a contatto con le mucose respiratorie, sono:
• l’inalazione;
• l’aerosol per via trans-nasale o trans-orale, la doccia nasale micronizzata (che ha sostanzialmente sostituito l’irrigazione nasale);
• l’insufflazione tubarica (o cateterismo tubarico) utilizzata principalmente nei casi di patologia catarrale dell’orecchio medio (la cosiddetta sordità rinogena);
• l’humage, che contrariamente a quanto farebbe intendere il termine, è una applicazione “secca” di gas (idrogeno solforato).
Le patologie che possono giovare di questa modalità terapeutica sono, come già ricordato, quelle infiammatorie croniche o recidivanti. In particolare, oltre le citate patologie sierose e catarrali dell’orecchio medio (otiti secretive), trovano indicazione terapeutica termale inalatoria le rino-sinusiti croniche sia a etiologia vasomotoria aspecifica che allergica, grazie agli effetti “stabilizzanti” sulla reattività istamino e citochino mediate.
Utili sono i cicli termali dopo la chirurgia rino-sinusale, per potenziare gli effetti della terapia cortisonica e mantenere i risultati funzionali anche riguardo l’olfatto.
Le faringiti e le faringotonsilliti croniche catarrali giovano delle capacità di detersione della mucosa e dell’attività antiedemigena, antiossidante e immunostimolante del vapore termale. Analogamente, anche le laringiti catarrali e le forme sub-atrofiche post-radioterapiche, risentono di notevoli benefici in seguito al trattamento crenoterapico, soprattutto, riguardo l’attenuazione della sintomatologia.

Gli effetti terapeutici

Nella maggior parte dei quadri clinici menzionati, gli effetti benefici possono esplicarsi sia in senso curativo che preventivo, tanto che esiste il riscontro di un aumento dell’effetto (riduzione degli episodi infiammatori e diminuzione progressiva della sintomatologia) per cicli di terapia ripetuti nell’anno e, soprattutto, negli anni.
In conclusione, questa antica modalità terapeutica, spesso ed erroneamente considerata alla stregua di un trattamento “cosmetico”, grazie a numerosi studi clinici e sperimentali, ha conservato il suo valore e dignità di cura intesa in senso esteso. Con l’avvertenza, però, che la sua prescrizione, così come per la terapia farmacologica, sia effettuata da medici competenti, sulla base di precisi riscontri diagnostici e in associazione e, raramente, in alternativa ai presidi terapeutici che la medicina moderna oggi può di offrire ai pazienti.

Prof. Stefano Pelucchi
Direttore Clinica Otorinolaringoiatrica Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna (Ferrara)

Testo raccolto da Chiara Solitario