Curarsi con i funghi: la micoterapia

Al giorno d’oggi, quando si parla di funghi, la nostra immaginazione ci riporta ad un uso alimentare e, più difficilmente, si pensa subito agli effetti benefici che questi possano dare all’uomo. Negli ultimi anni però, sta cominciando a prendere piede anche in Occidente un modo diverso di guardare i funghi, non solo per trarne un piacere gustativo, ma anche come strumenti di cura. Stiamo parlando di micoterapia, che letteralmente significa “terapia con i funghi” e prevede l’utilizzo di funghi medicinali per il trattamento o la prevenzione di diverse patologie; questa tecnica è ben nota nei Paesi Orientali, dove è utilizzata da secoli tanto che, nell’ambiente sanitario attuale, è previsto l’uso dei micoterapici per la cura di molte malattie.


Il regno dei funghi

I funghi sono organismi viventi che, però, non appartengono al regno vegetale, poiché gli manca l’elemento fondamentale per essere definiti piante: non possiedono clorofilla e non sono, quindi, in grado di svolgere la fotosintesi, procedimento che le piante utilizzano per prodursi autonomamente il nutrimento assorbendo acqua e sali minerali dal terreno e trasformandoli in cibo sfruttando la clorofilla e la luce del sole; le piante per questo vengono definite autotrofe. I funghi hanno, invece, modalità di nutrizione completamente diversa, dovendo assumere fonti di carbonio dall’esterno (un po’ come tutti gli animali), tanto da essere definiti per questo organismi eterotrofi. Quando ci si è resi conto che i funghi non sono piante e, ovviamente, neanche animali, l’unico modo per classificarli è stato quello di creare un regno solo per loro: il regno dei funghi.
È questo un insieme di specie molto numerose, valutabile intorno alle 100.000 unità e ne fanno parte sia le entità microscopiche, invisibili ad occhio nudo, quanto quelle di dimensioni maggiori che s’incontrano nei boschi, nei prati, nei giardini.
In Europa, i funghi superiori sono stimati intorno alle 3500 specie.


Le sostanze benefiche

Quando si acquistano funghi da cucinare, si utilizza solo il corpo fruttifero, che non sempre contiene le potenti concentrazioni di polisaccaridi che si trovano nel micelio, il corpo vegetativo del fungo che cresce sottoterra e che accumula tutte le sostanze benefiche.
Naturalmente non tutti i funghi hanno le stesse azioni, e alcuni hanno maggiori proprietà terapeutiche di altri. Lo Shiitake fungo molto usato in Giappone, stimola il sistema immunitario cento volte di più del comune fungo champignon, stessa cosa il Maitake rispetto alle spugnole, ai prataioli, ai finferli o a qualsiasi altro fungo utilizzato in cucina.
In ogni caso, i funghi commestibili sono eccellenti per la salute e una loro assunzione frequente nella dieta porta a numerosi vantaggi, come per esempio quello della pulizia di fegato e reni.


Proprietà terapeutiche

Ecco un breve elenco di alcune specie con alcune delle loro principali azioni terapeutiche.
• Agaricus blazei Murrill: influisce nella modulazione del sistema immunitario, per la sua altissima concentrazione di polisaccaridi, agisce come difesa dalle infezioni, poiché attiva quelle cellule immunitarie che hanno il compito di neutralizzare agenti patogeni quali virus e batteri. Inoltre, normalizza la funzionalità del fegato, riduce il rischio di cancro e migliora degli effetti delle terapie convenzionali di diverse forme tumorali.
• Auricularia auricola-judae: ha proprietà anticoagulanti, con effetto antiaggregante piastrinico. Può essere un valido aiuto, anche preventivo, contro flebiti e emorroidi. Il grande vantaggio rispetto ai farmaci consiste nel fatto che agisce sul collagene delle vene, aiutandone la rigenerazione, perciò il suo uso esclude il pericolo di emorragie interne.
In più, ha un effetto eccellente contro la stitichezza, anche nelle forme più ostinate.
• Coprinus comatus: tradizionalmente è adoperato in Cina per calmare il mal di testa, favorire la digestione, lenire disturbi gastro-intestinali ed emorroidi. Di particolare interesse è il suo effetto antidiabetico e immunomodulante.
• Cordyceps sinensis: dalle proprietà tonico-rinvigorenti, può essere utile per gli sportivi poiché incrementa la resistenza fisica e può essere usato dall’anziano per migliorarne la qualità del sonno, l’energia, il tono dell’umore, il respiro e anche la lucidità mentale. Oggi viene utilizzato anche per le patologie renali come supporto a reni affaticati, compromessi o trapiantati.
• Coriolus versicolor: è il fungo da cui deriva uno dei principali farmaci antineoplastici, la crestina e un suo estratto è attualmente il più venduto farmaco antineoplastico in Giappone e non solo. È correntemente usato nei pazienti oncologici in associazione con la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.
• Ganoderma lucidum: Reishi è il nome con il quale è conosciuto in Occidente, ma anche come il fungo dei mille anni, o fungo dell’immortalità. È definito il re della medicina erboristica e molti erboristi lo considerano superiore al ginseng.
Usato come ipocolesterolemizzante, ha una forte efficacia antivirale e proprietà antiossidanti, che possono proteggere le strutture cellulari svolgendo anche un’azione di detossificazione e anti-aging.
• Grifola frondosa: è un tonico per rafforzare il sistema immunitario e aumentare l’energia. Oltre le proprietà immunostimolanti e immunomodulanti, può prevenire il diabete migliorando la sensibilità all’insulina e ottimizzando il metabolismo del glucosio.
• Pleorotus ostearatus: dotato di tantissime proprietà (immunostimolante, antiinfiammatoria, antiossidante e di detossificazione), ha la capacità di abbassare in modo consistente i livelli di colesterolo, grazie agli alti contenuti di lovastatina, molecola nota per le sue spiccate proprietà ipocolesterolemizzanti.
Naturalmente questo breve articolo non ha la pretesa di essere esaustivo, ma ha solo lo scopo di fornire una panoramica sulle potenzialità poco note di questi funghi, dotati di spiccate proprietà terapeutiche, ma privi di tossicità.
Il problema nel loro utilizzo consiste nella ancora troppo bassa diffusione e, quindi, reperibilità sul mercato, che porta anche a prezzi poco popolari.


Un po’ di storia

Notizie sull’uso dei funghi medicinali anche in Occidente risalgono addirittura alla preistoria. Infatti, la famosa mummia trovata sulle Alpi tirolesi nel 1991 e chiamata ”Otzi, the iceman” o uomo del Similaun, sembra che sia un uomo vissuto nell’era neolitica e per i micologi è un caso interessante. Infatti la “borsa medicina” che egli portava con sé, appesa a una cintura di pelle, conteneva due pezzi di un fungo essiccato delle dimensioni di una noce, identificato come Piptoporus betulinus. È un fungo con proprietà lassative e contiene oli che possiedono proprietà antibiotiche nei confronti dei micobatteri. In uno studio pubblicato su The Lancet nel 1998, Luigi Capasso, un antropologo del Museo Archeologico Nazionale di Chieti, afferma che l’analisi del contenuto intestinale di Otzi aveva evidenziato la presenza di uova di Trichiuris trichiura, una parassita che provoca dolori intestinali e anemia. Si suppone, quindi, che l’Iceman si stesse curando con il fungo presente nella sua borsa ed è, quindi, ipotizzabile che i funghi fossero utilizzati per le proprietà medicinali già dalle popolazioni europee del Neolitico.
L’utilizzo dei funghi continuò nei secoli a venire, anche se non in tutte le antiche civiltà erano visti nello stesso identico modo. Gli Egizi li consideravano “erbe dell’immortalità” e solo i Faraoni avevano il privilegio di poterli consumare, i greci o i romani li temevano e li guardavano con sospetto, ritenendoli velenosi. Addirittura, sembra che il termine fungo venga dal latino funus = morte e ago = portare, significherebbe “portatore di morte”.
In Sud America, invece, l’utilizzo dei funghi era strettamente legato alla figura dello sciamano, ovvero un uomo di medicina e di religione che li utilizzava soprattutto allucinogeni in occasione di cerimonie e di feste, o durante pratiche curative o per contattare gli spiriti dei morti. La vera tradizione dell’uso dei funghi medicinali viene dall’Oriente, dalla Medicina Tradizionale Cinese, dove questi nutraceutici venivano impiegati molto efficacemente come adiuvanti nella cura di malattie croniche gravi (quali neoplasie e malattie autoimmuni) e come sistema di prevenzione.


Prof. Carlo Romagnoli – Docente di Biologia Vegetale e Botanica Farmaceutica
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (Modena)

Testo raccolto da Silvia Colombini