Esiti cicatriziali: cura e prevenzione

La pelle costituisce il rivestimento più esterno del nostro corpo e svolge funzioni di mediatore tra l’organismo e il mondo di fuori. Qualsiasi danno sulla giunzione epidermico-dermica e sul derma, inevitabilmente, produce la comparsa di cicatrici.
In genere, si tratta di lesioni normalmente lisce, di colore più chiaro rispetto alla pelle circostante, sulle quali si verifica il fenomeno della scomparsa dei peli, delle ghiandole sudorifere e\o sebacee e dei melanociti.


Le tipologie

È possibile distinguere quattro tipologie differenti.
• Ipertrofiche: si formano di solito nelle ferite sulle articolazioni. C’è un cordone rossastro, duro e rilevato che in genere non oltrepassa i limiti della cicatrice iniziale. Appare dopo circa 1-2 mesi dalla guarigione completa ed è associato a dolore e prurito di diversa intensità.
• Cheloidi: sono cicatrici esuberanti che coprono una superficie maggiore della ferita che li ha prodotti. Si generano, in individui predisposti, per traumi o lesioni cutanee anche minori. L’aspetto del cheloide è sgradevole (lucido, rilevato e liscio). La sua presenza non è in senso stretto una malattia, ma dal momento che può crescere molto, potrebbe anche interferire con il movimento normale delle articolazioni coinvolte.
• Atrofiche: sono leggermente avvallate a causa di una mancanza di collagene e fibre elastiche. In questi casi, il tessuto cicatriziale copre la ferita, ma non ne viene prodotto a sufficienza a riempire completamente l’area danneggiata. Le cicatrici atrofiche sono molto comuni dopo l’acne o la varicella.
• Retraenti: si verificano per una retrazione cutanea con riduzione della superficie e hanno come sede tipica le aree articolari sottoposte a flessione o estensione. Possono provocare un deficit funzionale, soprattutto quando interessano regioni come il collo, l’arto superiore, la mano e l’arto inferiore.


Quando guarisce una ferita?

In assenza di fattori che rallentano la cicatrizzazione (infezioni batteriche, diabete, disturbi della coagulazione, ecc), il processo di guarigione di una ferita è compreso tra i 10-20 giorni e tale tempistica è utilizzata anche per la rimozione dei punti di sutura.
Per il processo di guarigione di una ferita, vanno considerati vari fattori:
• la sede;
• le dimensioni;  
• la sutura.  
I cheloidi sono il risultato di un’eccessiva produzione di tessuto cicatriziale come processo di riparazione di ferite cutanee. In alcuni individui, infatti, l’iperproliferazione dei fibroblasti (cellule del tessuto connettivo), accompagnata da un’eccessiva produzione di matrice extracellulare, dà luogo alla formazione di cicatrici anomale.
I cheloidi sono più frequenti nei bambini e nei giovani (10-30 anni) e nella razza nera. In genere sono asintomatici, ma possono causare prurito e, occasionalmente, bruciore e dolore acuto. Si formano con maggiore facilità sulla pelle di:
• spalle;
• parte superiore del dorso;
• torace-regione sternale;
• collo;
• lobo auricolare.
Si differenziano dalle cicatrici ipertrofiche sia per le loro caratteristiche istologiche sia per il loro comportamento, ma tale distinzione non è assoluta e può succedere che, nella pratica, ci si trovi di fronte a cicatrici che presentino caratteristiche proprie di entrambe le tipologie, tanto che alcuni medici tendono a considerare i cheloidi come una “variante” di cicatrice ipertrofica.


Le terapie

Le opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento dei cheloidi deturpanti o che provocano dolore e disabilità, sono numerose e comprendono sia terapie non invasive come creme a base di silicone, di polimeri sintetici  o di cortisone, da applicare sulla lesione, sia approcci più aggressivi con chirurgia.
Anche le più efficaci terapie convenzionali possono non rimuovere il cheloide completamente, dal momento che si registra ancora un’elevata percentuale di ricomparsa dopo la terapia. Certo è che un trattamento effettuato tempestivamente, nelle prime fasi di formazione del cheloide, sembra comunque avere maggiore successo rispetto a uno effettuato quando la cicatrice è completamente formata.
La laser chirurgia estetica è una trattamento avanzato per la riduzione o il miglioramento delle cicatrici e utilizza luci laser in grado di stimolare le cellule del derma, per un progressivo rimodellamento delle cicatrici.


Dott. Giuseppe Emilio Cannata Direttore S.C. Dermatologia Ospedale Civile (Imperia)

Testo raccolto da Chiara Solitario