Gli herpesvirus

La parola herpes deriva dal greco hérpein, che significa strisciare, essere furtivo, ed esprime una delle caratteristiche principali di alcuni di questi virus, cioè quella di disseminarsi sulla cute.
Esistono più di un centinaio di virus erpetici che possono infettare ogni tipo di organismo, dagli invertebrati ai mammiferi e, di questi, otto riguardano gli uomini:
• i virus herpes simplex di tipo 1 (HSV-1), che causa solitamente herpes labiale, o di tipo 2 (HSV-2), che causa in genere herpes genitale. Entrambi possono anche provocare malattie gravi in persone immunocompromesse e nei neonati con infezione congenita;
• il virus varicella-zoster (VZV), causa della varicella e dell’herpes zoster, anche noto come “fuoco di Sant’Antonio”;
• il virus di Epstein-Barr, che provoca la mononucleosi e in rari casi è coinvolto nello sviluppo di alcuni tumori;
• il citomegalovirus, che può causare malattie importanti nelle persone immunocompromesse;
• i virus erpetici di tipo 6 e 7, il primo responsabile della sesta malattia (roseola infantum), e quello di tipo 8, associato allo sviluppo del sarcoma di Kaposi.

Il virus e l’infezione

I virus erpetici sono tra i virus più grandi e con un’organizzazione genetica più complessa. Come tutti i virus, si replicano all’interno della cellula ospite, ma i virus erpetici in particolare non vengono eliminati dopo la prima infezione, rimanendo latenti all’interno dell’organismo. Per questo motivo si possono riattivare anche dopo anni in seguito a vari stimoli, come in situazioni di stress o di immunodepressione, di malattie (raffreddore, influenza, eczema…) o di esposizione ai raggi UV, e causare recidive.


Infezioni da herpes simplex di tipo 1 (HSV-1)

HSV-1 è molto diffuso e si trasmette per contatto con l’area infetta. I sintomi con i quali può manifestarsi sono delle vescicole sierose diffuse solitamente sulle labbra, che provocano dolore e prurito, ma che possono anche diffondersi all’interno della bocca (gengivostomatite) o sulla cute circostante. In rari casi il virus può anche provocare un’infezione all’occhio (cherato-congiuntivite). Dopo la prima infezione, il virus si “ritira” nei gangli nervosi sensitivi, della testa e del collo, da cui può in seguito riattivarsi e per via nervosa raggiungere la cute provocando delle recidive.


Infezioni da herpes simplex di tipo 2 (HSV-2)

In genere le infezioni di questo virus si manifestano nell’area genitale, dove si presentano con piccole vescicole e ulcere, che possono anche essere molto dolorose. I sintomi possono includere anche manifestazioni sistemiche come febbre e mal di testa. L’infezione viene solitamente trasmessa per contatto sessuale, ma può anche essere trasmessa al neonato durante il parto. Come HSV-1, anche HSV-2 rimane in una fase di latenza dopo la prima infezione, in questo caso nei gangli nervosi sensitivi spinali, da cui si può riattivare con conseguenti recidive delle manifestazioni cutanee.


Varicella e herpes zoster (VZV)

VZV causa la varicella, tipicamente durante l’infanzia, con la comparsa di un’eruzione cutanea vescicolare e con pustole pruriginose che si possono estendere, dal tronco, a tutto il corpo. L’infezione si trasmette prevalentemente per via respiratoria e in genere la guarigione è spontanea. Inoltre, il virus VZV è responsabile dell’infezione determinata dalla sua riattivazione in età adulta, l’herpes zoster. L’herpes zoster si manifesta con vescicole cutanee, in genere evidenti nell’area (volto, torace, addome, arti) innervata dalle fibre nervose che fanno capo ai gangli sensitivi, le strutture nervose dove il virus si mantiene per tutta la vita allo stato latente.
Il dolore cronico è una complicanza frequente dell’herpes zoster e, purtroppo, spesso difficilmente controllabile dai farmaci.


Mononucleosi (EBV) e citomegalovirus (CMV)

Conosciuta come malattia del bacio, poiché la sua trasmissione avviene solitamente con la saliva, la mononucleosi si manifesta con febbre, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi. Il citomegalovirus causa un’infezione spesso asintomatica, e si trasmette solitamente nella prima infanzia attraverso liquidi organici e secrezioni corporee (sangue, saliva, latte materno). Nelle persone immunocompromesse tuttavia può causare una malattia grave, così come nei neonati che acquisiscono l’infezione durante la gravidanza.


Herpesvirus di tipo 6, 7 e 8 (HHV-6, HHV-7, HHV-8)

HHV-6 causa la sesta malattia, una malattia benigna della prima infanzia caratterizzata dall’insorgenza di un esantema diffuso dopo alcuni giorni di febbre. In questa circostanza, quest’infezione si può a volte accompagnare a manifestazioni epilettiche. Mentre lo spettro delle manifestazioni cliniche da HHV-7 non è ancora chiaro, HHV-8 può provocare il sarcoma di Kaposi, una neoplasia della pelle e altri organi interni che si manifesta nelle persone con il sistema immunitario indebolito come, ad esempio, i malati di AIDS.
Un lavoro scientifico pubblicato negli scorsi mesi, e che ha suscitato molto interesse, ha dimostrato che HHV-6 è presente in abbondanza nel tessuto cerebrale di persone con malattia di Alzheimer, suggerendo che il virus potrebbe avere un ruolo nello sviluppo della malattia. Si tratta di importanti osservazioni che, tuttavia, necessitano di ulteriori studi per dimostrare con certezza un ruolo causale di HHV-6 nella malattia di Alzheimer.


Terapie e cure

Le infezioni da HSV-1, HSV-2 e VZV si risolvono in genere spontaneamente (es. varicella), ma possono trarre grande beneficio dalla terapia con farmaci antivirali (es. herpes zoster, herpes genitale), primo tra tutti aciclovir e molecole simili come valaciclovir e famciclovir, che controllano l’infezione riducendone i tempi di guarigione. Sono inoltre disponibili farmaci antivirali da assumere per via topica (con applicazioni sulle vescicole, per esempio nell’herpes labiale) nelle forme più lievi, che possono alleviarne i sintomi e ridurre la durata della malattia.  
Purtroppo non è possibile l’eliminazione permanente del virus, perchè il virus latente non è sensibile all’effetto dei farmaci antivirali, che agiscono solo sul virus in fase di replicazione, come avviene durante gli episodi clinici. Tuttavia, in persone con recidive frequenti, per esempio di herpes genitali, una terapia antivirale continuativa può essere utile nel prevenire la riattivazione del virus, e quindi anche la trasmissione e le recidive cliniche.
Non vi sono invece indicazioni per trattare con antivirali le infezioni da HHV-6 o la mononucleosi da EBV, mentre discorso a parte meriterebbero le infezioni causate da alcuni virus erpetici (per esempio le infezioni da CMV) nelle persone immunocompromesse, in cui è necessario utilizzare farmaci antivirali particolari e per tempi più lunghi
In una prospettiva più generale, poichè le recidive delle infezioni da virus erpetici sono spesso associate a stress fisici e situazioni di indebolimento delle difese immunitarie, è importante, per quanto possibile, cercare di mantenere uno stile di vita sano. Per questo motivo, anche l’attenzione ad una corretta alimentazione e lo svolgimento di un’attività fisica regolare anche di moderata intensità sono caldamente consigliate.
Infine, i vaccini. Poiché le infezioni da virus erpetici sono diffusissime e associate a diverse malattie, a volte anche spiacevoli o gravi, è evidente che il beneficio di un vaccino sarebbe enorme. Tuttavia le uniche vaccinazioni disponibili sono quelle per prevenire la varicella nei bambini e l’herpes zoster nelle persone adulte e anziane. A questo proposito, secondo l’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, la vaccinazione anti-varicella è raccomandata e gratuita nei bambini in età pre-scolare e quella per l’herpes zoster negli adulti sopra i 65 anni. Nonostante i diversi studi in corso, ancora non sono disponibili vaccini per prevenire le infezioni causate dagli altri virus erpetici, a causa delle difficoltà legate a meccanismi biologici specifici di questi virus.

Dott.ssa Paola Cinque
Specialista in Malattie Infettive Ospedale San Raffaele (Milano)

Testo raccolto da Silvia Colombini