La labirintite: vertigini e non solo…

Il termine “labirintite” indica una serie di quadri clinici derivanti un’alterazione del labirinto, diversi per patogenesi e intensità dei sintomi, quali, ad esempio:
• sensazione di instabilità o disequilibrio;
• crisi vertiginosa acuta con percezione di rotazione dell’ambiente circostante che si accompagna a nausea e vomito.
Il labirinto è l’organo deputato al mantenimento delle funzioni dell’equilibrio e prende parte alla formazione dell’orecchio interno: questo è costituito da una parte anteriore (coclea o recettore uditivo) e dal labirinto posteriore (composto da utricolo, sacculo e canali semicircolari).
La vertigine causata dai problemi dell’orecchio interno e dal nervo vestibolare, è chiamata periferica. Ecco alcune delle forme più comuni.


La vertigine parossistica posizionale benigna

Costituisce circa il 30% delle forme di vertigine periferica ed è causata dal distacco di concrezioni di carbonato di calcio, definite otoliti, costituenti parte della struttura recettoriale di utricolo e sacculo. Gli otoliti, liberi di viaggiare all’interno del liquido intralabirintico, raggiungono le strutture recettoriali dei canali semicircolari e le stimolano, causando la sensazione vertiginosa. Le cause che determinano il distacco degli otoliti ancora oggi non sono pienamente comprese (forma idiopatica). Esistono però particolari condizioni in grado di scatenare questa patologia, tra queste:
• un trauma cranico;
• un movimento brusco della testa (colpo di frusta);
• un allettamento prolungato.
La sintomatologia vertiginosa si manifesta solitamente in seguito a movimenti rapidi del capo come, ad esempio, nell’atto di girarsi nel letto o guardare in alto. L’episodio vertiginoso dura da pochi secondi ad alcuni minuti e vi si possono associare nausea e vomito. Non sono presenti invece ipoacusia (riduzione dell’udito) o acufeni (sensazioni rumorose) di nuova insorgenza.


La neurite vestibolare

Seconda per frequenza, rappresenta il 6-8% delle cause di consulto specialistico per vertigine. Riguardo all’origine tra le ipotesi più accreditate vi è l’insulto al nervo vestibolare conseguente a una infezione virale o a un’alterata circolazione del sangue a livello dell’orecchio interno. La sintomatologia della neurite vestibolare compare in maniera improvvisa ed è caratterizzata da una vertigine di tipo rotatorio, della durata di diverse ore (circa 2 o 3) fino a 7 giorni, cui si associano nausea e vomito senza disturbi uditivi. La diagnosi si basa sulla presenza del nistagmo spontaneo (espressione dello scompenso vestibolare) meglio osservabile con l’utilizzo di un particolare tipo di lenti (occhiali di Frenzel), che impediscono la fissazione e permettono la valutazione del movimento oculare.


La sindrome di Mèniere

Classica forma di vertigine, è dovuta a un aumento dei volumi e della pressione dei liquidi intralabirintici (idrope endolinfatica), che a lungo andare può danneggiare il labirinto e la coclea. Coinvolge nelle fasi iniziali solo un orecchio e si caratterizza per la comparsa di crisi vertiginose improvvise di durata variabile da 20 minuti ad alcune ore; le crisi possono essere precedute da ovattamento auricolare, acufeni e riduzione variabile dell’udito. La diagnosi è ancora una volta clinica e si basa sulle seguenti valutazioni:
• storia del paziente;
• ricerca del nistagmo spontaneo durante le fasi acute;
• risultati dell’esame audiometrico.
Quest’ultimo documenterà una perdita uditiva di tipo neurosensoriale che colpisce le basse frequenze uditive.


La vertigine emicranica

In realtà sembra sia una causa molto comune di episodi di vertigine ricorrente, anche se di difficile inquadramento clinico, dal momento che non esistono manovre o prove strumentali per la diagnosi. Interessa meno del 5% di tutti i pazienti cefalalgici che sono circa 12% dell’intera popolazione, può iniziare a qualsiasi età e ha una preponderanza nel sesso femminile, con tendenza alla familiarità. Come per l’emicrania, l’inquadramento diagnostico di vertigine emicranica si basa sull’anamnesi dettagliata riferita dal paziente che deve descrivere una sintomatologia vertiginosa correlata a una cefalea.


Una forma di vertigine più rara e grave

Da non dimenticare la vertigine centrale, che è invece determinata da una patologia a carico del sistema nervoso centrale, ad esempio, da:
• alterazioni del microcircolo dell’anziano;
• tumori del sistema nervoso centrale;
• infezioni, traumi;
• patologie demielinizzanti come la sclerosi multipla.
La sintomatologia è caratterizzata, quasi sempre, da disequlibrio e senso di sbandamento, si accompagna a sintomi centrali quali disartria, ipotonia e comparsa di nistagmi (movimenti oscillatori ritmici) atipici.


Dott. Giovanni Sorrenti
Otorinolaringoiatria e Audiologia
Policlinico Sant’Orsola
(Bologna)

Testo raccolto da Chiara Solitario