Il naso, guardiano dell’ “organismo”

Il naso è l’organo situato al centro del nostro viso e costituisce la parte iniziale delle vie respiratorie. Rappresenta, però, molto più di questo. Influisce sulla nostra fisionomia, ci indentifica, ci rende unici o famosi, come nel caso di Cyrano de Bergerac, Pinocchio e la Callas. Attraverso il naso, siamo capaci di riconoscere odori piacevoli o sgradevoli, che stimolano la nostra memoria olfattiva, emozionandoci, ricordandoci di una persona o di una situazione precisa. Addirittura, mediante questo organo, riusciamo a rilevare dei pericoli che ci circondano. Secondo alcune ricerche, ad esempio, l’odore di talco ci fa sentire nostalgici e protetti, quello dei fiori ci spinge a comprare di più, la menta ci rende più attenti e la spazzatura ci porta a essere particolarmente nervosi. In alcune etnie, come quella degli eschimesi, rappresenta perfino un saluto che si basa sull’atto di sfiorarsi i nasi e premere le punte una contro l’altra. Infine, può arrivare a essere un lavoro come nel caso dei “Nasi”, gli specialisti nella realizzazione di fragranze, profumi per ambienti e corpo che quotidianamente ci accompagnano nelle nostre giornate. Ed è proprio attraverso il naso che compiamo l’atto più importante, naturale e allo stesso tempo più potente della nostra vita: la respirazione. Un’azione che consente all’aria di entrare nei polmoni e ossigenare così tutto l’organismo.


Il ruolo del naso

Grazie al respiro, il nostro corpo entra in contatto con il mondo esterno. A volte, però, può accadere che questo semplice atto sia ostacolato a causa della congestione nasale. Certamente, la funzione più importante del naso è svolta nella difesa nei confronti di batteri, virus e altre sostanze aggressive che sono disperse nell’ambiente in cui si vive, ed è per questo che possiamo considerarlo un vero e proprio guardiano del corpo. Infatti, filtra, riscalda e umidifica circa 12000 litri di aria al giorno, insieme alle prime vie aeree, svolgendo un ruolo cruciale nella protezione del nostro organismo.
In particolare, il naso lavora grazie a diversi meccanismi di difesa:
• il suo epitelio e la fitta rete di capillari;
• il muco e le ciglia vibratili che spostano il muco;
• le cellule del sistema immunitario e le numerose sostanze che sono in grado di bloccare l’accesso agli agenti esterni, potenzialmente dannosi per la salute.
Avere il “naso chiuso” significa respirare male e ossigenare meno l’organismo, perdere la percezione degli odori, essere meno protetti dalle infezioni e disturbati anche nelle attività quotidiane, (ad esempio, durante il lavoro, mentre facciamo sport e durante il riposo notturno).


La mucosa nasale

Per capire come curare e intervenire sulla congestione nasale, è necessario comprendere come è strutturato il naso. Una delle componenti fondamentali è rappresentata dalla mucosa nasale, una membrana che riveste le cavità del naso, formata nella parte superiore dall’epitelio respiratorio. Essa è coinvolta nella congestione, una condizione che si presenta come suo meccanismo di difesa, determinata dall’infiammazione, a sua volta scatenata da virus, batteri, sostanze irritanti o allergizzanti che tendono ad aggredirla. Per difendersi, la mucosa deve richiamare velocemente le cellule del sistema immunitario e produce mediatori dell’infiammazione, primo fra tutti la bradichinina, un potentissimo vasodilatatore che agisce localmente determinando vasodilatazione dei vasi con aumento della permeabilità. Inoltre, favorisce l’ingrandimento di volume della mucosa, con conseguente gonfiore ed edema.


La congestione nasale

È proprio questo a determinare la congestione nasale, sintomo comune a tante patologie delle alte vie respiratorie come:
• raffreddore comune;
• sindrome influenzale;
• rinite allergica acuta e cronica;
• rino-sinusite acuta e cronica.
A volte, la condizione di naso chiuso è anche aggravata da un accumulo di muco, il cui ristagno, insieme alle sostanze irritanti, può creare un circolo vizioso che aumenta l’infiammazione e, attraverso lo scolo retro nasale, può essere causa di tosse, mal di gola e otiti medie, soprattutto nei bambini più piccoli che non riescono a pulirsi e a soffiarsi il naso da soli.
L’approccio tradizionale prevede l’utilizzo di vasocostrittori. Sono rimedi efficaci nell’alleviare la sensazione fastidiosa, ma tendono a intervenire sul sintomo piuttosto che sulla causa della congestione, non favoriscono la funzione di protezione della mucosa e sono in grado di determinare effetti collaterali, dato che possono essere assorbiti nel sangue e ciò non ne permette un uso a lungo termine.


Un aiuto dalla natura

Oggi, accurate ricerche condotte in fitochimica e in biologia dei sistemi, hanno individuato delle sostanze appartenenti al mondo vegetale, utili nella liberazione del naso chiuso e in grado di agire in maniera differente rispetto al trattamento classico.
Si tratta di complessi molecolari vegetali, opportunamente estratti e concentrati a partire da piante medicinali. In particolare, stiamo parlando di:
• tannini da amamelide, in grado di “inattivare” la bradichinina e quindi l’infiammazione;
• flavonoidi da tè verde, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi che alimentano il processo infiammatorio;

• polisaccaridi e resine da aloe e mirra, capaci di creare una sorta di pellicola in grado di proteggere la mucosa dall’attacco degli agenti esterni irritanti e dai mediatori dell’infiammazione.
Queste sostanze vengono formulate perlopiù sotto forma di spray, una tecnologia pratica ed efficace che permette una distribuzione omogenea del prodotto a livello delle prime vie aeree.

 

 

 


Consigli utili per per favorire le vie respiratorie

La problematica del naso chiuso è un sintomo che può insorgere insieme a patologie come raffreddore, sinusite e malanni di stagione. Queste possono chiaramente mettere a dura prova la salute, ma soprattutto la pazienza. Ecco allora alcuni consigli pratici per alleviare e trovare sollievo da queste condizioni:
• drenare il muco con l’ausilio di soluzione a base salina;
• soffiare spesso il naso;
• bere molti liquidi, in particolare caldi;
• aiutarsi con vaporizzatori nasali o umidificatori, per favorire la fluidificazione del muco e, quindi, la liberazione dal naso chiuso;
• evitare sbalzi termici;
• coprire il naso e la gola con una sciarpa, prima di uscire.
Nei mesi invernali, inoltre, i sintomi tipici della congestione nasale (accumulo di muco nella cavità nasale e infiammazione delle mucose respiratorie), si verificano con più frequenza, dando vita anche a fenomeni correlati come il tipico mal di testa (cefalea rinogena). Questo tipo di cefalea viene favorito da condizioni come rinite allergica, alterazioni del sistema immunitario, deviazioni del setto nasale e abitudine al fumo. Quando il dolore si concentra nell’area frontale, causando anche pressione o dolore prolungato al viso è importante intervenire tempestivamente, con cure mirate e adeguate. È necessario utilizzare principi attivi con azione decongestionante delle mucose, per ridurre il gonfiore e fermare il processo infiammatorio.


Dott.ssa Daniela Mammoli
Dottoressa in Chimica e tecnologia farmaceutiche – Sansepolcro (AR)

Testo raccolto da Silvia Colombini