Natale senza stress

Le feste di Natale rappresentano un momento di croce e delizia per milioni di persone. Il periodo finale dell’anno che per alcuni può passare inosservato, per altri può riservare piacevoli sorprese e che, in qualche caso, può trasformarsi nel set ideale per trame alla “Parenti serpenti”.
Spesso, purtroppo, il periodo natalizio si rivela un vero e proprio tour de force, tra riunioni familiari “obbligate”, corsa ai regali, abbuffate e bilanci dell’anno che si sta per concludere. Per questo sono tante le persone che, anziché gioire per la prima vera pausa dopo le vacanze estive, si ritrovano a gestire una quota di ansia e stress non indifferente.
Come attraversare, dunque, questi giorni di festa senza troppi contraccolpi? Proviamo ad identificare alcuni potenziali ostacoli e soluzioni.


Gli obblighi del Natale

Il primo scoglio che ognuno si trova ad affrontare riguarda le aspettative. A Natale “bisogna” essere felici o, per lo meno, sereni. Ma come ci si può imporre un’emozione? E come è possibile che proprio il Natale possa, per magia, fare sparire le difficoltà, i conflitti e gli stati d’animo negativi presenti fino al giorno prima?
Gli psicologi parlano di ingiunzioni paradossali per indicare quei comandi impossibili da seguire: le emozioni sorgono spontanee ed è impossibile imporsi un’emozione.
Se siamo in ansia o tristi, non possiamo imporci la felicità anche se la pressione sociale, veicolata anche dai media e dai social network, sembra andare per lo più in quella direzione.


Il Christmas blues

Essere tristi a Natale è dunque possibile? Sì, è possibile, è frequente, ed è comprensibile proprio per la contemporanea presenza di diverse fonti di stress in un periodo relativamente breve. È talmente comune che è stato addirittura coniato il termine Christmas blues per indicare lo stato d’animo di tristezza che spesso accompagna questa festa. Bando quindi alle colpevolizzazioni per il fatto di non riuscire a godersi a pieno le feste come si pensa che tutti gli altri, invece, riescano a fare. Pensiamo poi quanto può essere complicato per chi sta attraversando un momento difficile della propria vita sostenere questa pressione. Basta immaginare chi sta vivendo una separazione, un lutto, una situazione economica difficile, oppure chi sta sperimentando un momento di solitudine. La prima indicazione è quella di non costringersi a mascherare le proprie emozioni che, puntualmente, faranno di tutto per farsi sentire. A volte, manifestare il proprio disagio anche con una sola persona che sentiamo più vicina può essere di aiuto ad allentare l’ansia o contenere la tristezza.
In questi casi, spesso, si scopre di essere in buona compagnia.


Le riunioni di famiglia

Cosa dire, poi, delle riunioni frequenti in famiglia? Se da un lato c’è il piacere di ritrovare gli affetti cari, dall’altro occorre fare i conti con la realtà. Incontrarsi significa rientrare in vecchie dinamiche, spesso ingestibili, riconsiderare tutti quegli aspetti conflittuali delle relazioni che avevamo messo da parte per tanti mesi dell’anno e fare un tuffo nel passato attraverso i ricordi, più o meno piacevoli, che ci accompagnano a partire dall’infanzia. Come salvarsi dal passato e dalle riunioni forzate?
Innanzitutto cercando di restare sul qui ed ora, resistendo al vortice dei ricordi o all’ansia per il futuro che ci impediscono, spesso, di vivere con pienezza il presente e di notare che, con ogni probabilità, alcune cose sono cambiate, anche se il nostro sguardo rischia di virare tutto in bianco e nero. La condivisione di ricordi piacevoli unisce le persone, ma il rimuginìo sul passato, più o meno solitario, rischia di generare ansia e stress. È utile provare a lasciare andare via i pensieri intrusivi e ricorrenti sul passato, un esercizio che regala subito buoni frutti.

Consigli e strategie per un Natale sereno

Ma come fare se sono proprio gli altri, i familiari, a tirarci per la collottola per riportarci in un tempo lontano, in dinamiche che speravamo superate, in conflitti che possono fare anche molto male?

Ci viene in aiuto la strategia del time out, ovvero l’interruzione dell’azione. Ognuno di noi sa, o può imparare a conoscere, quali sono i segnali premonitori che indicano quando si sta per perdere le staffe e quindi si potrebbero fare o dire cose di cui, puntualmente, ci si pente. Ecco, quando avvertiamo questi segnali, è utile rompere lo schema e il modo più semplice e immediato è quello di uscire di scena, possibilmente senza sbattere le porte. Meglio annunciare la propria uscita in modo che non appaia come un abbandono, in genere sono sufficienti frasi molto semplici come “scusate, adesso esco, ci rivediamo più tardi”.

E davanti alle richieste di spiegazioni? Rassicurare e rimandare a un secondo momento qualsiasi conversazione, giusto il tempo di fare passare la fiammata di rabbia. Lo stesso copione vale anche con la nostra appendice virtuale, il cellulare.

Può essere inoltre utile adottare un atteggiamento improntato all’assertività, quella capacità che ci aiuta ad affermare noi stessi senza essere aggressivi e che ci consente di riuscire a dire “no” alle richieste che riteniamo inopportune. Sapere dire no, non promettere di più di quanto si riesce a concedere, fare un bilancio realistico delle proprie capacità, ci aiuta a diminuire il livello di stress e ad affrontare con maggiore serenità i rapporti interpersonali.
Quindi meglio dire “no” a quelle riunioni di famiglia che sappiamo per certo ci procureranno malessere oppure, se proprio risulta impossibile rifiutare senza che questo inneschi ulteriori conflitti, meglio ridurre al minimo il tempo di permanenza e non promettere una presenza più prolungata di quello che onestamente ci sentiamo di tollerare. Se poi l’incontro risultasse più gradevole del solito, trattenersi più a lungo sarà un piacevole imprevisto per tutti. Per rendere maggiormente digeribili anche gli incontri più difficili, si possono programmare altre attività piacevoli a seguire, come se si trattasse di un meritato premio per la fatica svolta.

È inoltre consigliabile non stravolgere completamente le proprie abitudini e mantenere i propri spazi, o per lo meno alcuni degli spazi che riteniamo fondamentali per il nostro benessere, consentendoci cosi di tollerare meglio i compromessi dettati dalle riunioni familiari o altre situazioni di stress.

Last but not least, i regali. Meglio mantenere un atteggiamento che tenga in considerazione i propri limiti e, in generale, meglio non strafare: un regalo molto importante a volte mette in difficoltà chi lo riceve che potrebbe sentirsi in obbligo di contraccambiare.

Utile inoltre programmare almeno qualche acquisto in anticipo e, magari, preparare qualche regalo con le proprie mani, come una sciarpa di lana. Un buon libro, che racconti una storia che ci rappresenta, è sempre un dono gradito e carico di significato.  

Infine, scriviamo tanti biglietti di auguri, vale la pena fare questo piccolo sforzo. I rapporti sono fatti di parole e, spesso, sono quelle che serbiamo con più cura dentro di noi, nel cassetto dei ricordi.


Dott.ssa Annalisa Vesari Psicologa – Psicoterapeuta – Dottore di ricerca in Psicologia Clinica e Generale – Docente a contratto Università di Modena e Reggio Emilia – (Bologna – Modena – Reggio Emilia)

Testo raccolto da Silvia Colombini