Parodontite: quando le gengive si infiammano

La parodontite è una malattia che può manifestarsi nelle persone di ogni età. Si reputa che almeno ¾ della popolazione italiana ne soffra, in forma più o meno grave.
Colpisce il tessuto che unisce il dente al nostro corpo: il parodonto.
Il parodonto comprende:
• un legamento molto forte;
• l’osso a cui il legamento si inserisce da un lato;
• un cemento che lo ancora alla radice del dente dall’altro lato.
Il tutto è ricoperto dalla gengiva, il quarto elemento del parodonto. Ogni dente è dotato del proprio parodonto che lo sostiene e ne permette la funzione. Come una gamba si unisce al bacino per mezzo dell’articolazione dell’anca, così il dente si articola alle ossa delle mascelle per mezzo del proprio parodonto. La parodontite danneggia il legamento del dente e l’osso dove il legamento si inserisce. Se non curata, il dente perde progressivamente la sua funzionalità.


Le cause

La parodontite è causata da batteri organizzati all’interno di una placca batterica.
È condizionata, nel suo sviluppo e progressione, da fattori predisponenti e aggravanti. Fumo, stress, scarsa igiene orale, obesità, vita sedentaria ne sono alcuni esempi. Non fumare, alimentarsi in modo corretto, fare una moderata attività sportiva, curare la propria igiene orale sono da considerarsi elementi cardine nella prevenzione della parodontite. D’altro canto, come in altre malattie, la predisposizione individuale legata a fattori genetici gioca un ruolo fondamentale.


La gengivite

La parodontite è una malattia a carattere infiammatorio che inizia dalla gengiva. In questa fase viene chiamata gengivite e può essere efficacemente curata ottenendo una completa guarigione. Se sottovalutiamo i sintomi della gengivite, la probabile conseguenza sarà la progressione della malattia alle altre componenti del parodonto e l’instaurarsi della parodontite. Da questo momento, i danni a legamento e osso che si verificheranno sono da considerarsi, raramente e quasi mai in modo completo, riparabili. Per fortuna, se diagnosticata nelle fasi iniziali e con le opportune terapie, nella maggior parte dei casi risulta possibile arrestare la parodontite. Ma ciò, spesso, a fronte di terapie chirurgiche e compromessi estetici e funzionali.  


I primi sintomi

Il sanguinamento gengivale è uno dei primi sintomi. Nella gengivite in fase iniziale, potremmo provocare sanguinamento solo con piccoli traumi alla gengiva, come con lo spazzolino da denti durante l’igiene orale domiciliare. Se non diamo importanza a questi segnali la malattia parodontale è destinata nel tempo ad aggravarsi con manifestazioni successive come:
• la comparsa di gengive che si ritirano: le recessioni;
• denti che si spostano: le migrazioni;
• denti che non sono più saldi: la mobilità;
• lo scollamento del dente dal proprio parodonto: la tasca.
Quest’ultima è valutabile con uno strumento molto semplice: la sonda parodontale. Si tratta di una specie di righello millimetrato molto sottile che, introdotto fra dente e gengiva, permette di eseguire delle misurazioni. I dati raccolti sono essenziali per la diagnosi, l’impostazione del piano terapeutico e il controllo dei risultati. Come il medico usa lo stetoscopio per valutare cuore e polmoni, così il dentista usa la sonda per valutare il parodonto.


Le terapie

È ormai accertato come l’inserimento di impianti in pazienti con parodontite non curata porti a un aumento del rischio di fallimento. Quindi, nelle persone che dovranno inserire uno o più impianti, sarà tassativo escludere la presenza di parodontite, altrimenti la terapia parodontale dovrà precedere gli impianti.
La terapia della parodontite dipenderà dal tipo di diagnosi. Certamente, le cure dovranno essere centrate sul singolo paziente tenendo conto delle caratteristiche della parodontite e della risposta individuale. Sarà compito dell’odontoiatra stabilire, in accordo con il paziente, quale strada terapeutica intraprendere. Per il successo a lungo termine, grande importanza andrà riservata alla “terapia di mantenimento”. Si tratta dell’insieme di procedure che seguono nel tempo la terapia attiva. Uno scrupoloso e costante “mantenimento” è il sistema più accreditato per il controllo delle recidive.


La paradontite e le altre malattie

La ricerca già da qualche tempo si è interessata di possibili rapporti tra parodontite e malattie sistemiche. Si è visto, ad esempio, che le persone diabetiche soffrono più frequentemente di parodontite. Il collegamento diabete-parodontite è bidirezionale, ovvero, la cura della parodontite migliora il controllo glicemico e il controllo della glicemia migliora l’infiammazione parodontale. Altre correlazioni si sono trovate con le patologie cardiovascolari e il morbo di Alzheimer.


Dott. Federico Bernardi
Medico chirurgo
Specialista in Odontoiatria
(Bologna)
www.bernardiodontoiatri.it

Testo raccolto da Silvia Colombini