PROTEGGERE LA PELLE E… IL MARE

I solari sono importanti per la salute della pelle. 
Oggi si può fare protezione anche rispettando l’ambiente marino.

D’estate la ricerca di una bella abbronzatura o anche solo la volontà di stare all’aria aperta espongono la pelle ad una grande quantità di raggi solari. 

Responsabili di sintetizzare velocemente la vitamina D, essenziale per la formazione delle ossa, e per i più piccini di un corretto sviluppo, i raggi solari sono però un agente pericoloso per la nostra pelle. 

È dunque indispensabile trovare la giusta protezione per il proprio fototipo. Con alcuni accorgimenti è possibile stare all’aria aperta, a contatto con la natura, per dei momenti di relax e ricarica di buon umore, proteggendosi dai pericoli del sole. 

Fondamentale nella strategia di protezione è la scelta delle ore in cui esporsi direttamente: per tutti, ma in particolare per bambini e anziani è bene evitare le ore tra le 11,30 e le 16. In questo intervallo l’irraggiamento è massimo e il pericolo di scottature e colpi di calore è maggiore.

Oltre a questo è consigliato l’uso di un cappellino e di abbigliamento adeguato, meglio se di cotone e di colore chiaro.

Scegliere il fattore di protezione per la pelle

Infine è indispensabile proteggere la pelle con creme contenenti filtri solari: la qualità difensiva contro alcuni dei maggiori pericoli del sole è data da diverse caratteristiche del filtro solare.

Sono i melanociti i responsabili della protezione naturale della pelle, ma questi non sono in grado di riparare tutti i danni di una esposizione prolungata e senza protezione. 

Per le persone con pelle chiara, di fototipo I e II, è consigliata una protezione alta e molto alta, cioè SPF 50 o 50+. Per la pelle più scura sarà sufficiente la protezione SPF30.

Non sono esonerati dalla protezione gli sportivi che praticano attività all’aperto, non solo le discipline nautiche, ma anche golf tennis, beach volley o semplicemente una passeggiata in bicicletta.

La protezione solare non dovrebbe mai essere inferiore a SPF20, nemmeno per le persone con pelle molto scura. 
Una seconda caratteristica da controllare è l’efficacia del solare sia contro i raggi UVB sia contro i raggi UVA.

Quando si sceglie un prodotto solare è bene orientarsi verso formulazioni appositamente studiate per garantire un’efficace protezione della pelle, ma è utile anche la presenza di sostanze specifiche che contrastano il fotoinvecchiamento precoce e idratano a fondo la pelle, migliorandone l’elasticità.

Come applicare la crema solare

La prima applicazione nella giornata della crema protettiva va effettuata circa mezz’ora prima di esporsi; la quantità corretta è di circa sei cucchiaini di caffè o del corrispondente di una pallina da golf.

Il solare va riapplicato spesso durante la giornata, circa ogni due ore, e sempre dopo il bagno al mare o in piscina.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente la protezione solare non impedisce l’abbronzatura, ma permette di ottenere un colorito omogeneo e più duraturo.

Infine è bene ricordare che dopo una giornata di sole è necessario aiutare la pelle a reidratarsi e a lenire eventuali rossori, oltre che supportare il naturale processo di riparazione dei danni causati dalle radiazioni solari.

Per questo è consigliato l’uso di un prodotto doposole, un’emulsione specifica da applicare su viso e corpo dopo la doccia. 

Formulazioni amiche dell’ambiente marino

Secondo i primi studi sul potenziale impatto negativo delle creme solari disperse nell’acqua, effettuati nel 2017, è emerso che ogni anno vengono rilasciate dalle 4 alle 6mila tonnellate di creme solari nelle aree delle barriere coralline tropicali e circa 14mila nei mari.

Nelle successive 18/48 ore dal loro scioglimento in mare la maggior parte di queste formulazioni distrugge o danneggia alghe e particelle di corallo.

Infatti, non tutte le creme di protezione solare sono “amiche del mare”: secondo la U.S. Food and Drug Administration (FDA) e il regolamento UE, le protezioni solari contrassegnate come “resistenti all’acqua” possono perdere il 50% del loro fattore di protezione dopo 40 minuti di bagno.  Recenti studi hanno dimostrato che il Benzofenone-  3 (BP-3; Ossibenzone), un ingrediente delle lozioni solari e dei prodotti per la cura della persona che protegge dagli effetti dannosi dei raggi ultravioletti, contribuisce allo sbiancamento to dei coralli e alla deformazione delle barriere coralline, inibendone la riproduzione e la crescita. 

Secondo questi studi, anche piccole dosi di Ossibenzone provoca danni ai coralli: basta circa una goccia in sei piscine olimpiche e mezzo, per creare problemi all’ambiente marino.

Alcune aziende cosmetiche hanno formulato oli e creme solari ecosostenibili di nuova generazione che rispettano l’ambiente acquatico, selezionando solo ingredienti facilmente biodegradabili (no assoluto all’octinoxate e all’oxybenzone), usando packaging con cartone certificato FSC, eliminando il foglietto illustrativo e appoggiando progetti ad hoc per la protezione dell’ambiente marino.

I solari di nuova generazione hanno formulazioni che non contengono parabeni e allergeni, alcol e profumo, così da esser indicati anche per la pelle sensibile; sono senza coloranti, alcol e derivati del grano, testate per nichel, cromo, cobalto, palladio e mercurio, ipoallergeniche e clinicamente testate: quindi sicurezza dermatologica si unisce al rispetto per l’ambiente.