UNA GITA IN SICUREZZA

È tempo di escursioni e sia in campagna che in montagna bastano piccole attenzioni per non rovinare una bella giornata.

Passeggiate, escursioni in montagna, gite in bicicletta.  Durante la stagione estiva crescono le occasioni per trascorrere del tempo all’aria aperta, con benefici sul corpo e per lo spirito.
Meglio però essere consapevoli di alcune insidie che potrebbero mettere a rischio la propria salute, per essere preparati a gestirle.

 

LE ZECCHE

Le zecche sono piccoli parassiti appartenenti alla famiglia degli acari, della dimensione di una capocchia di spillo, molto diffuse negli ambienti umidi e ricchi di vegetazione, specie se habitat della fauna selvatica.
Si trovano prevalentemente al di sotto dei 1.500 metri di quota.
Questi insetti non volano, né saltano: si trasferiscono “aggrappandosi” all’ospite, in cerca di un punto dove mordere per succhiarne il sangue.

In genere il morso di zecca non provoca dolore, ma può rivelarsi molto pericoloso: può accadere infatti che mordendo un animale infetto, le zecche siano contagiate dal batterio che causa la malattia di Lyme, o borelliosi, che viene quindi trasmessa all’uomo.
Se individuata tempestivamente la malattia di Lyme può essere curata con un ciclo di antibiotici.
Ma se non viene diagnosticata ed evolve verso stadi più avanzati, può causare gravi conseguenze.
Il morso di zecca infetta causa una eruzione cutanea di forma circolare, con arrossamento ma senza dolore o bruciore, che può comparire da una-due settimane dal momento del morso, fino a 30 giorni. 
Possono comparire anche sintomi di tipo influenzale: dolori muscolari, cefalea, spossatezza.
Se la malattia ha coinvolto il cuore si manifestano tachicardia e dolore toracico; se colpisce il sistema nervoso centrale possono verificarsi paralisi, intorpidimento, gonfiore delle articolazioni.

Un’altra possibile conseguenza è l’encefalite, causata dalla trasmissione di un virus.
Questa forma può passare inosservata nei bambini, ma diviene più grave con l’aumentare dell’età.
I sintomi si presentano, fino a 20 giorni dopo il morso, in media nel 30% degli adulti, con forti mal di testa e febbre alta.
La malattia regredisce spontaneamente ma può – in uno/due casi su dieci – ricomparire dopo alcuni giorni causando segni di compromissione del sistema nervoso centrale.
Per queste condizioni esiste un vaccino, consigliato a categorie di persone particolarmente a rischio, per esempio guardie forestali, boscaioli, pastori.

✔ Cosa fare in caso di zecche?

Rimuovere la zecca afferrandola con un paio di pinzette a punta fine, staccandola con delicatezza. Il parassita deve essere rimosso il più presto possibile, e prima della fine del suo pasto -che dura da 48 a 72 ore-.
È a questo punto che la zecca ne rigurgita gli scarti, immettendo eventuali agenti patogeni nell’ospite. Disinfettare quindi il punto interessato, evitando prodotti che colorano la pelle (come la tintura di iodio che potrebbe mascherare la comparsa di eventuali successivi arrossamenti).
Tenere traccia della data del morso; eventuali segni di infezione compariranno entro 30-50 giorni. Se in corrispondenza del morso compare un arrossamento oppure si avvertono sintomi simili influenzali non trascurarli, ma consultare un medico.

Come prevenire i morsi di zecca?

  • Coprirsi indossando pantaloni lunghi e maglie a manica lunga, meglio se di colore chiaro
  • evitare di camminare nell’erba alta, specie in zone prossime a pascoli
  • applicare appositi prodotti repellenti, acquistabili in farmacia, sugli abiti o sulle parti scoperte del corpo

✗ Cosa NON fare in caso di zecche?

Non applicare sulla ferita sostanze come alcol, benzina, acetone, ammoniaca. Fare attenzione a non schiacciare il corpo dell’insetto: così facendo si potrebbe provocare un rigurgito e aumentare il rischio di infezione.

 

CORPO ESTRANEO NELL’OCCHIO

Gite in bicicletta, corsa, o giochi all’aria aperta possono causare l’entrata accidentale di un corpo estraneo nell’occhio: sabbia, polvere, piccoli insetti.
Ma lo stesso può accadere anche durante lo svolgimento di lavori domestici o hobbies, con piccoli frammenti di materiali come vetro, metallo, legno.
Ecco comparire allora arrossamento, bruciore, lacrimazione e bisogno di grattarsi.

✔ Cosa fare in caso di corpo estraneo nell’occhio?

Per prima cosa è consigliabile lavare le mani. Quindi osservare l’occhio davanti a uno specchio.
Se il corpo estraneo è visibile si può cercare di rimuoverlo utilizzando possibilmente una garza sterile, oppure l’angolo di un fazzoletto pulito.
In seguito lavare l’occhio con acqua corrente o con una soluzione fisiologica apposita.

Se il corpo estraneo è penetrato nell’occhio, o se si avvertono disturbi della vista, recarsi al Pronto Soccorso.

✗ Cosa NON fare in caso di corpo estraneo nell’occhio

Non sfregare l’occhio con le mani e non utilizzare pinzette, o altri attrezzi, per rimuovere il corpo estraneo.
Evitare di utilizzare colliri, a meno che non siano stati consigliati dal medico.
Non cercare di estrarre il corpo estraneo se questo risulta incastrato, se presenta bordi affilati, se la sua presenza impedisce di chiudere l’occhio, se si è verificato un impatto, se l’occhio sanguina o perde liquido.

 

MORSO DI VIPERA

Essere morsi da una vipera non è certo molto frequente, ma può capitare durante le escursioni in montagna.
Le vipere vivono sia in zone pianeggianti, sia in ambienti montuosi, fino ai 2.500 metri di quota.
Amano stare al sole ma si possono trovare anche in prossimità di rigagnoli o piccole pozze d’acqua. Perciò bisogna fare attenzione nelle zone di pietraia e battere sempre il terreno con un bastone in modo da spaventarle e farle scappare.

Il morso di vipera è molto raramente letale; nella maggior parte dei casi si verificano reazioni localizzate o conseguenze a livello cardiovascolare o del sistema nervoso, che comunque richiedono soccorsi tempestivi. Il danno dipende da fattori come età della persona colpita (i bambini e gli anziani sono più sensibili) peso, condizioni di salute, sede e profondità del morso (se in un punto dove è presente del grasso sottocutaneo la diffusione del veleno sarà rallentata). E anche dalla quantità del veleno iniettata, dipendente dalle dimensioni della vipera.

In generale la quantità di veleno mortale per un uomo adulto e in buono stato di salute è circa il doppio della dose media iniettata.

✔ Cosa fare in caso di morso di vipera?

Mantenere la calma per non spaventare la persona colpita che deve essere tenuta sdraiata. Evitare il più possibile movimenti per impedire la rapida diffusione del veleno.
Chiamare i soccorsi o attrezzarsi per trasportare la persona nel più vicino Pronto Soccorso. Nel frattempo lavare la parte interessata con acqua e sapone.
Posizionare un laccio a 5-6 centimetri dalla ferita per bloccare la circolazione linfatica, senza stringere troppo (deve permettere il passaggio di un dito).
Rimuovere anelli e altri ornamenti se il morso si trova su una mano o un braccio, che tenderanno a gonfiarsi. Quando questo accade, posizionare un secondo laccio più a monte. Solo a questo punto rimuovere il primo laccio; questo per evitare che il veleno entri in circolo velocemente.
Sulla parte colpita si può applicare del ghiaccio.

✗ Cosa NON fare in caso di morso di vipera?

Non incidere la pelle in corrispondenza del morso. Non applicare alcol, perché facilita la diffusione del veleno.
Non succhiare assolutamente il sangue dalla ferita con la bocca. Per fare questo è possibile utilizzare una pompetta aspira veleno, in vendita in farmacia. Si tratta di una sorta di grossa siringa dotata, al posto dell’ago, di una parte allargata che, appoggiata sulla parte lesa, fungerà da ventosa, permettendo per mezzo di uno stantuffo di aspirare il sangue dai fori lasciati dai denti del rettile.
Non bere bevande alcooliche di nessun tipo (vino, grappa, birra…) in quanto l’alcool è un vasodilatatore e faciliterebbe la diffusione del veleno.

L’uso del siero come antidoto è sconsigliato, in quanto può causare reazioni anafilattiche più gravi del morso stesso.