Zanzara tigre: quali rischi si corrono

In Italia, ad oggi, si contano circa 60 specie diverse di zanzare, molte delle quali arrivate dall’Oriente. Tra queste, una delle più diffuse è la zanzara tigre originaria delle foreste tropicali del sud-est asiatico. Detta anche Aedes albopictus, è caratterizzata da striature bianche su corpo e zampe, vive all’aperto a contatto con la vegetazione e punge preferibilmente di giorno tra l’alba e il tramonto. Si differenzia dalla zanzara comune (Culex pipiens), anch’essa molto presente in Italia, che è invece di colore marroncino, attiva soprattutto nelle ore serali-notturne e predilige i luoghi chiusi.


Il ciclo di vita

Il suo ciclo vitale è molto simile a quello di altre specie ed è relativamente breve (6-8 settimane per le femmine e 2 per i maschi).
La zanzara maschio si nutre di sostanze vegetali, non di sangue e, per questo, in natura è un importante impollinatore come le api. La femmina, invece, è deputata a mantenere la specie. Dopo essere stata fecondata, ha bisogno di sangue umano o animale da cui ottenere il nutrimento per la maturazione delle uova. Dopo circa 60 ore dal pasto di sangue, le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente sulla superficie di una raccolta d’acqua ferma o stagnante.
Quando le uova vengono sommerse dall’acqua si schiudono dando origine alle larve, che poi diventeranno zanzare adulte, in grado di riprodursi già dopo 2 giorni.
L’attività della zanzara tigre si manifesta, generalmente, da marzo a ottobre. Tuttavia, le uova possono sopravvivere, in forma quiescente, sia durante il freddo invernale sia in periodi di siccità. Un’umidità maggiore del 60% e temperature superiori a 10°C sono sufficienti a far resistere parte delle uova deposte per 4 mesi.
La zanzara femmina, dotata di una specie di proboscide appuntita, buca i capillari superficiali della pelle iniettando la sua saliva composta da:
• sostanze anestetizzanti, per impedire di sentire subito il dolore;
• sostanze anticoagulanti, per mantenere il sangue fluido fino a che non avrà finito il suo pasto.
Proprio il contatto del nostro organismo con questi componenti provoca una reazione allergica, dovuta alla sovrapproduzione di istamina, che causa prurito fastidioso e gonfiore nella zona colpita.


Le punture

Per alleviare il prurito da puntura di zanzara, bisogna innanzitutto evitare di grattare la zona colpita perché lo sfregamento fa aumentare l’irritazione della pelle fino a creare delle piccole ferite che potrebbero portare a infezioni.
È consigliabile bagnare subito la parte interessata con abbondante acqua fredda o, se possibile, applicarvi del ghiaccio (non a diretto contatto della pelle) e disinfettarla. Attenzione ad usare ammoniaca: oltre ad avere un’efficacia non documentata, se non opportunamente diluita, può causare irritazioni locali.
Per alleviare il prurito, i rimedi naturali più conosciuti utilizzano preparazioni con azione antiinfiammatorie a base di:
• arnica;
• Mentha piperita;
• Calendula officinalis, è anche nutriente e protettiva per la pelle;
• Ledum palustre, vanta anche attività lenitiva;
• olio di chiodi di garofano, ha anche azione antidolorifica, anestetica e battericida.
In caso di reazioni allergiche importanti, si può ricorre a creme a base di idrocortisone o antistaminico, dopo aver chiesto consiglio al medico o al farmacista.


I rischi per la salute

Sono conosciute più di 3.000 specie di zanzare nel mondo, ma solo 3 di queste sono responsabili della diffusione di malattie che causano, ogni anno, centinaia di migliaia di morti.
• Le zanzare Aedes – di cui la zanzara tigre è un membro, trasmettono la filariosi (animali) e i virus Dengue, Chikungunya, Zika, della febbre gialla e dell’encefalite.
• Le zanzare Anopheles – sono responsabili della trasmissione della malaria.
• Le zanzare Culex – veicolano l’encefalite, la filariosi e il virus della febbre del Nilo.
In particolare, dopo alcuni giorni dalla puntura di una zanzara tigre infetta, si possono manifestare sintomi simil-influenzali gravi con dolori e febbre, che a volte possono avere complicanze letali. Nelle donne in gravidanza, il virus Zika può provocare anomalie cerebrali congenite come la microcefalia del feto. Il successivo contagio tra uomini infetti può avvenire attraverso i liquidi biologici (via sessuale, trasfusioni, passaggio materno-fetale).


Come difendersi

Non ci sono ancora studi che documentino un unico fattore di attrazione per le zanzare: alcuni parlano del gruppo sanguigno, altri degli ormoni o della temperatura corporea. In generale, gli indumenti rimangono gli strumenti di protezione individuale più efficaci, è, infatti, consigliabile vestirsi sempre con colori chiari, con pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe, non utilizzare profumi, ma prodotti repellenti per insetti da applicare sulle parti scoperte del corpo o sui vestiti.
I repellenti che contengono DEET (dietiltuolamide) o Picaridina/Icaridina (KBR 3023) assicurano una protezione fino a 5 ore. In commercio sono disponibili anche preparazioni totalmente naturali a base di miscele di olii essenziali di Ledum palustre, geranio, eucalipto, noce moscata, basilico, citronella e olio di Neem, con efficacia fino a 2 ore.


La prevenzione esterna

La prevenzione esterna della diffusione della zanzara tigre è essenzialmente basata sull’eliminazione dei focolai di sviluppo larvale e non sugli insetti adulti. Può essere attuata da parte di ogni singolo individuo con semplici accorgimenti:
• eliminare i contenitori pieni di acqua (annaffiatoi, sottovasi ecc.), coprirli con zanzariere e teli o svuotarli almeno una volta a settimana, per interrompere il ciclo produttivo;
• mettere al riparo dalle piogge tutti i possibili contenitori di acqua;
• innaffiare orti e giardini con pompe, senza mantenere riserve di acqua aperte;
• tenere ben rasata l’erba del giardino ed eliminare le sterpaglie;
• verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite;
• pulire bene i vasi prima di ritirarli all’interno, durante i periodi invernali;
• introdurre i pesci rossi, che si nutrono di zanzare, nelle vasche e nelle fontane dei giardini;
• non utilizzare oggetti di rame perché inefficaci;
• installare zanzariere a finestre e porte.
Quando non è possibile evitare i ristagni di acqua (come pozzetti stradali, tombini, ecc.) si dovrebbe ricorrere a prodotti larvicidi biologici a bassa tossicità per l’uomo e per gli animali a sangue caldo.


Consigli in viaggio

Non esistono, al momento, né vaccini né terapie preventive delle malattie trasmesse dalla zanzara tigre. L’unico modo per prevenire l’infezione è evitare di essere punti.
• Cosa fare prima – I viaggiatori che programmano di andare in un Paese in cui è presente il virus, possono informarsi presso gli ambulatori di Medicina dei viaggiatori delle Aziende Usl.
A titolo precauzionale, gli esperti raccomandano a tutte le donne in stato di gravidanza o che non escludono a breve il concepimento, di valutare la possibilità di rimandare i viaggi nei Paesi colpiti dal virus. Se il viaggio non è rimandabile, adottare misure di protezione individuale contro le punture di zanzara.
• Durante – Sono raccomandate le stesse misure di protezione applicate comunemente che abbiamo descritto sopra.
• E dopo il viaggio – Al rientro dalla vacanza, in caso di febbre o disturbi vari, rivolgersi tempestivamente al proprio medico o ad una struttura ospedaliera dichiarando il Paese visitato.


Dott.ssa Eti Alessandra Femia (in collaborazione con le dott.sse Erika Buffagni ed Edvige Ferrari) Farmacia Radici – Castellarano (RE)

Testo raccolto da Chiara Solitario