STOP AL FUMO - Mia Farmacia
Prevenzione 03 Gennaio 2023

STOP AL FUMO

Come e perché disintossicarsi dalla nicotina

 

Spesso il fumo di sigaretta viene definito come un “brutto vizio”.

Il tabagismo è invece una vera e propria dipendenza, dovuta alla nico­tina.

Una sostanza psicoattiva, presente nelle sigarette tradizionali, nei prodotti a tabacco ri­scaldato e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche, che agisce sul cervello favorendo il rilascio della dopamina.

Si tratta di un neu­rotrasmettitore che induce una sensazione di piacere e benessere e, che di conseguenza, innesca un meccanismo che porta a ripetere il gesto, spinti dalla convinzione che fumando, oltre a ottenere una nuova sensazione di be­nessere, si possano calmare ansia e stress, op­pure amplificare sensazioni emotive positive.

 

PERCHÉ FUMARE È DANNOSO?

La nicotina non ha effetti solo a livello cere­brale, ma viene assorbita dai polmoni, dan­neggia il sistema circolatorio e causa atero­sclerosi, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.

Per questo fumare aumenta il rischio di avere malattie cardiova­scolari, respiratorie e di sviluppare tumori tra i quali quelli di polmone, vescica, seno.

Nelle sigarette, infatti sono contenute sostanze can­cerogene, come il catrame, che si deposita nei polmoni e nelle vie respiratorie.

Una sigaretta contiene almeno 600 ingredienti e circa 7mila sostanze chimiche che si producono duran­te la combustione: idrocarburi, alcoli, aldeidi, chetoni e acidi.

Il monossido di carbonio, per esempio, viene prodotto dalla combustione e, legandosi all’emoglobina, riduce il trasporto dell’ossigeno a organi e tessuti con danni su apparato circolatorio, muscolare e anche du­rante la gravidanza.

 

PERCHÉ SMETTERE?

Smettere di fumare fa bene all’organismo e ciascuno di noi può trovare la motivazione più convincente per sé stesso: dalla tutela della propria salute e delle persone vicine, al denaro che si risparmia non comprando le sigarette, oppure la sensazione di potersi sentire psico­logicamente liberi e più accettati dalla società.

Smettere di fumare, in qualsiasi momento del­la vita, riduce del 30-40% il rischio di morire a causa di un tumore del polmone e per tutte le altre cause.

E inoltre non va tralasciato l’a­spetto esteriore: il fumo, a lungo andare, causa dei segni a livello estetico, con la pelle del viso che assume un colorito spento e malsano, in­giallimento dei denti, macchie di nicotina sulle dita e alito cattivo.

 

DOVE TROVO AIUTO?

Smettere di fumare è possibile, richiede una elevata motivazione individuale e a volte più di un tentativo.

Per non essere soli in questa non semplice impresa, è possibile rivolgersi ai quasi 400 centri antifumo, sparsi su tutto il ter­ritorio italiano, che offrono servizi specializzati come trattamenti integrati basati sia su terapie farmacologiche che su un supporto psicolo­gico, individuale o di gruppo, o counselling a distanza.

Esiste anche un numero verde dell’I­stituto Superiore di Sanità (800 55 40 88) che offre consulenza gratuita da parte di esperti, in forma anonima, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00.

 

TERAPIE FARMACOLOGICHE

Per smettere di fumare vengono prescrit­te terapie farmacologiche specifiche.

I prodotti sostitutivi della nicotina permettono di controllare gradual­mente i disturbi da astinenza: possono essere cerotti, gomme da masticare, compresse da succhiare o inalatori orali, e au­mentano la probabilità di successo di chi vuo­le smettere di fumare anche del 70%.

Vanno però utilizzati rispettando tempi e dosi, e con un meccanismo a scalare, in genere per alcu­ni mesi.

Le prime 24 ore dall’ultima sigaretta sono le più difficili, ma i sintomi dell’astinen­za tendono ad attenuarsi nelle prime due tre settimane.

Può verificarsi anche un aumento dell’appetito e, per qualcuno, del peso.

Per ge­stire al meglio questa fase viene consigliato di modificare lo stile di vita, e di ridurre la quan­tità di cibo per pasto, bere molti liquidi, ridurre il consumo di alcolici, aumentare l’apporto di frutta e verdura e fare esercizio fisico.

 

COSA SUCCEDE ALL’ORGANISMO QUANDO SI SMETTE DI FUMARE?

Entro 20 minuti la frequenza cardiaca e la pres­sione del sangue si riducono Entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue diminuisce e torna a livelli normali.

Entro 2-12 settimane la circolazione del sangue e le funzioni polmonari migliorano.

Entro 1-9 mesi diminuiscono la tosse e il respiro corto.

Entro un anno il rischio di infarto diventa la metà di quello di un fumatore.

Entro 5-15 anni dopo il rischio di ictus diventa uguale a quello di un non fumatore.

Entro 10 anni il rischio di tumore ai polmoni dimi­nuisce fino alla metà, e si riduce anche il rischio di tumori alla bocca, alla gola, all’esofago, alla vesci­ca, alla cervice uterina e al pancreas.

Entro 15 anni il rischio di infarto diventa uguale a quello di un non fumatore.

(fonte: Ministero della Salute)

 

È IMPORTANTE L’ETÀ IN CUI SI DECIDE DI SMETTERE DI FUMARE?

Sì, perché prima si smette e più sono gli anni di vita attesa guadagnati.

A 30 anni si guadagnano almeno 10 anni di vita attesa.

A 40 anni si guadagnano 9 anni di vita attesa.

A 50 anni si guadagnano 6 anni di vita attesa.

A 60 anni si guadagnano 3 anni di vita attesa.

Smettere di fumare fa bene anche a chi ha già svi­luppato malattie correlate al fumo: infatti in persone che smettono di fumare dopo un attacco cardiaco, la probabilità di avere un altro attacco si riduce del 50%.

Inoltre, smettere di fumare riduce il rischio di impo­tenza, di difficoltà di concepimento, aborto spontaneo, parto prematuro e basso peso alla nascita.

(fonte: Ministero della Salute)

 

di Stefania Cifani

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