BAMBINI DIGITALI - Mia Farmacia
Vita da mamma 23 Agosto 2021

BAMBINI DIGITALI

Come usare al meglio gli apparecchi elettronici

Con scuole chiuse ed i genitori in smart working a causa dell’emergenza Covid-19, i piccoli hanno passato molto tempo tra la Didattica a distanza davanti ad un computer, digital device per giocare e smartphone per mantenere contatti con amici e parenti.
Per questo diverse ricerche stimano un aumento del 50% del loro tempo passato davanti ad uno schermo rispetto a prima dell’isolamento: in pratica hanno raddoppiato il tempo passato utilizzando, computer, tablet, e smartphone oltre alla più classica tv.

LIMITARNE L’USO

Secondo i dati del 2018, dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale, mentre l’accesso ad internet e l’apertura del primo profilo social si aggira attorno ai 9 anni; ma sono i bambini nati negli ultimi anni ad essere più esposti, infatti uno su tre ha avuto modo di utilizzare uno smartphone a partire dai 18-24 mesi di età.
I bambini italiani erano, dunque, già digitali prima della pandemia e si sono trovati ad utilizzare la tecnologia anche per studiare.

L’utilizzo di smartphone è ormai una realtà per loro così come per gli adulti, che hanno questo oggetto sempre in mano, essendosi trasformato da semplice telefono cellulare ad uno strumento di socializzazione con il web e con i social network, un contenitore di informazione e di intrattenimento di facilissimo accesso e fruizione.

Se queste abitudini instauratesi in un momento di emergenza hanno permesso di mantenere un contatto con il mondo esterno, adesso è tempo di ridurre l’uso ed evitare l’abuso.

Infatti, secondo quanto riportato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), può avere effetti sullo sviluppo neuro-cognitivo, l’apprendimento, la vista, l’udito e le funzioni metaboliche e cardiocircolatorie.
Inoltre la luce blu dello schermo, è dimostrato, influenza la quantità e qualità del sonno.

Sempre secondo i pediatri della SIP, anche l’utilizzo di device da parte dei genitori influenza la sicurezza del bambino, il suo benessere psichico e le interazioni familiari: questi strumenti interferendo nella relazione diretta tra bambino e genitore possono avere un impatto sullo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo.

PROBLEMI DI VISTA

Una ridotta frequenza dell’ammiccamento durante l’uso continuo dello smartphone causa una più rapida evaporazione del film lacrimale che può portare al disturbo di secchezza oculare.
Per di più gli smartphone sono utilizzati ad una distanza ravvicinata a causa del loro piccolo schermo led, inducendo quindi fatica oculare, abbagliamento e irritazione.
Ma non solo, un uso prolungato può causare anche miopia.

Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato ancora meglio le cause della miopia e i fattori di rischio che portano alla progressione di questa malattia” ha spiegato Lucio Buratto, oculista a Milano “l’aumento delle attività da vicino, come l’uso di computer, tablet, smartphone, video giochi e la mancanza o la forte riduzione di attività all’aria aperta portano alla miopia”.

È emerso che la riduzione o l’assenza di ore trascorse giocando all’aria aperta è la causa principale della miopia.
“I problemi di miopizzazione del bambini sono legati non solo al continuo sforzo da lavoro e studio da vicino, ma anche ai problemi di illuminazione (luce blu)” ha sottolineato Buratto “noi genitori dobbiamo, quindi, impegnarci a trascorrere molto più tempo all’aperto con i ragazzi”.

Importanti sono i controlli dall’oculista: la prima visita è consigliata già da piccoli e comunque all’inizio della scuola primaria, poi periodicamente, e quando il bambino lamenta difficoltà visive.

Quindi, in conclusione, pur non essendo sempre facile, si deve cercare, anche quando non è possibile uscire a giocare, di organizzare attività diverse: come giochi da tavolo, disegno, letture.

In particolare per i bambini sotto i due anni che hanno bisogno di esplorare il mondo in modo pratico e di interazione sociale per un corretto sviluppo delle proprie abilità linguistiche, motorie, sociali ed emotive.

NO A TABLET E SMARTPHONE PER I PICCOLISSIMI

L’associazione che riunisce i pediatri americani, l’American Academy of Pediatrics, ha formulato delle indicazioni sull’uso dei nuovi mezzi di comunicazione nei bambini e negli adolescenti.

Secondo le indicazioni dei pediatri, nella fase 18-24 mesi i bambini possono essere esposti ai tablet e agli smartphone per videochiamate con genitori o nonni lontani, sempre con la presenza di un adulto, ma sono da evitare altre forme di intrattenimento.

Se alcuni genitori sono incantati dall’abilità che hanno i bambini anche piccoli ad utilizzare smartphone e tablet, questo non deve però far pensare che sia uno stimolo al loro apprendimento, infatti, gli studi fino ad ora effettuati hanno dimostrato che per i bambini attorno ai due anni non vi è un miglioramento delle loro capacità con l’utilizzo di questi strumenti.

ADOLESCENTI A RISCHIO DIPENDENZA

Il rischio soprattutto per i giovani è la dipendenza.

I comportamenti che devono destare attenzione sono: ansia e depressione, uniti alla mancanza di sonno e l’isolamento dai rapporti sociali non virtuali; inoltre vi è la cosiddetta “paura di non esistere” che si manifesta come la preoccupazione che eventi sociali, o altre attività, possano avvenire senza la presenza del giovane; ecco perché si sente la necessità di essere costantemente collegati a quello che fanno gli altri.

Infine, ricordarsi che la rete e i social sono poi il luogo del cyberbullismo, cioè l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone.

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