LA NEVRALGIA DENTE  - Mia Farmacia
Prevenzione 07 Marzo 2022

LA NEVRALGIA DENTE 

L’importanza dell’igiene orale per prevenire questo disturbo.

 

Il mal di denti può essere uno dei dolori più intensi, e difficili da sopportare.
Ne esistono di vari tipi che si differenziano in base all’origine, all’intensità e alla durata.
La nevralgia dentale è uno di questi.

 

Si tratta sì, di un mal di denti, ma non del tipico dolore causato, per esempio, da una carie profonda.

Un disturbo non sempre facile da riconoscere, caratterizzato da dolore che può localizzarsi su un singolo dente, sulla gengiva, o lungo tutta l’arcata dentale.

In genere rispetto a un mal di denti da carie, che risulta continuo e pulsante, questo disturbo è di tipo intermittente.

 

La nevralgia dentale può manifestarsi con una sensazione di indolenzimento oppure con un dolore fitto e acuto, che peggiora con il freddo.

Una fitta causata da questa nevralgia può durare da qualche secondo a uno o due minuti consecutivi, e ripetersi più volte durante il giorno, rendendo questa condizione molto faticosa da sopportare.

Sensazione ne di bruciore sulla guancia, dolore durante la masticazione, gonfiore del viso, alitosi, gengive gonfie sono altre possibili manifestazioni.

 

Tra le principali cause che possono determinare la nevralgia dentale oltre alla carie, alla rottura di un dente, alla infiammazione di denti o gengive, vi sono la presenza di cisti, di otiti e sinusiti, lo stress e il bruxismo, ossia il continuo digrignamento notturno dei denti.

Questa nevralgia può presentare dei periodi di remissione, talvolta lunghi, durante i quali il dolore sembra essere scomparso ma che non escludono la possibilità di nuove successive manifestazioni.

 

LA NEVRALGIA DEL TRIGEMINO

 

Una frequente causa di nevralgia che può interessare anche la bocca e i denti è quella del trigemino, il quinto nervo cranico, responsabile del trasporto delle informazioni dal viso al cervello e del controllo dei muscoli implicati nella masticazione.

La causa del dolore associato a questo tipo di nevralgia è legata alla compressione del nervo, per esempio dovuto rigonfiamento di un vaso sanguigno, e al deterioramento del suo rivestimento, la guaina mielinica.

Spesso i primi segnali della nevralgia del trigemino sono proprio a carico di denti e gengive, con la comparsa di una elevata sensibilità al freddo e al caldo.

 

Questo disturbo può causare dolori acuti, scatenati anche da stimolazioni molto lievi, come toccarsi il volto, masticare, bere, lavarsi i denti, radersi, parlare, sorridere.

Il dolore a volte si presenta come una sorta di “scarica elettrica” localizzata nell’area di guance, denti, gengive, mascella e labbra.

Si tratta di una condizione nella quale all’inizio gli attacchi possono essere brevi e di lieve entità, ma che possono diventare più frequenti e con dolore sempre più intenso, rendendo la condizione cronica.

Ne soffrono soprattutto le donne, e le persone al di sopra dei 50 anni di età.

 

Il primo trattamento della nevralgia è di tipo farmacologico, con farmaci analgesici e antinfiammatori che dovrebbero ridurre la sensibilità del nervo facciale danneggiato. Non sempre, tuttavia, questi farmaci sono efficaci.

In tal caso vengono prescritti dal medico altri tipi di medicinali, appartenenti alle categorie degli anticonvulsivanti, che stabilizzano le membrane nervose.

Qualora la patologia divenga progressivamente resistente alla terapia (eventualità che si verifica nel 70% dei casi) si può procedere con interventi di microchirurgia (microdecompressione vascolare), radiochirurgia o radiofrequenza.

 

L’IMPORTANZA DELL’IGIENE ORALE

 

La nevralgia dentale può essere causata da infiammazioni gengivali, come l’alveolite, un ascesso dentale provocato da una infezione con accumulo di pus, la cisti dentale, la gengivite, il granuloma e la parodontite, ossia un’infezione gengivale che con il passare del tempo può provocare la perdita dei denti. Queste condizioni possono essere prevenute o ridotte con una corretta pulizia quotidiana del cavo orale.

 

La pulizia dei denti dovrebbe avvenire tre volte al giorno, dopo ogni pasto e prima di andare a dormire e, possibilmente, ogniqualvolta si ingeriscano sostanze zuccherine. Durante la notte, infatti, eventuali residui di cibo troverebbero le condizioni ideali per la proliferazione di batteri.

Utilizzare uno spazzolino, da cambiare molto spesso, con testina piccola e, per alcune manovre, anche lo scovolino. Si tratta di un piccolo spazzolino interdentale, di forma conica che ben si addice all’uso da parte di adulti che, per retrazioni della gengiva, abbiano spazi tra un dente e l’altro.

Sempre per prevenire la formazione di placca e tartaro, è possibile utilizzare il filo interdentale, più adatto a chi ha i denti molto vicini tra loro.

Per spazzolare i denti bisognerebbe procedere sempre in un unico senso, ossia dal margine gengivale verso la superficie del dente, e mai in senso orizzontale.

In alternativa a quello manuale, lo spazzolino elettrico è uno strumento efficace, che non richiede particolari abilità e permette di rimuovere efficacemente la placca.

 

A prescindere dal tipo di spazzolino utilizzato, ricordare di pulire anche la lingua, dove si depositano i batteri.

Per rimuovere in profondità i residui di placca e tartaro, infine, è opportuno sottoporsi periodicamente -almeno una volta all’anno- a sedute di igiene dentale professionale.

 

Una misura per prevenire i disturbi del cavo orale, compresa la nevralgia dentale.

 

di Marina Franceschi

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