Conoscere l'anemia - Mia Farmacia
Benessere 26 Maggio 2021

Conoscere l’anemia

Un disturbo da tenere sotto controllo per evitare danni all’organismo

Un disturbo da tenere sotto controllo per evitare danni all’organismo
Si parla di anemia quando si verifica una diminuzione della quantità di emoglobina totale presente nell’organismo, quando cioè i livelli di questa proteina scendono a 12 g/dL nella donna, 13 g/dL nell’uomo e 11 g/dL nella donna in gravidanza. La conseguenza è una diminuita capacità del sangue di trasportare l’ossigeno ai vari tessuti dell’organismo.
Il sintomo più evidente di anemia è il pallore della cute e delle mucose. Altri segnali d’allarme sono un persistente senso di debolezza, tachicardia, mal di testa costante, respiro accelerato, senso di stordimento. L’anemia può essere un disturbo temporaneo oppure un problema cronico: molte forme di anemia lieve sono facilmente curabili, mentre altre possono essere più gravi, durare a lungo e aggravarsi se non vengono diagnosticate e curate. Spetta al medico indicare gli esami diagnostici, stabilire il problema che causa un’a nemia e prescrivere la terapia corretta per ogni caso. Analizziamo di seguito i vari tipi di anemia per conoscere cause, sintomi e, quando possibile, prevenirla.


ANEMIA FERROPRIVA

Quella da mancanza di ferro, o anemia sideropenica, è il tipo più comune di anemia. È caratterizzata dalla carenza di ferro nei globuli rossi.
Il ferro è fondamentale per lo svolgimento di alcune funzioni biologiche, tra cui la formazione dell’emoglobina.
Quando i livelli sono bassi – dovuti ad uno scarso apporto con l’alimentazione, da problemi nell’assorbimento, da perdite ematiche – la produzione di emoglobina è insufficiente e questo determina una scarsa circolazione di ossigeno nell’organismo.

Sintomi: Si manifesta con: debolezza generale, inappetenza, bruciori di stomaco, nevralgie, formicolii alle mani e ai piedi.

Cause: La quantità insufficiente di ferro può essere provocata dall’aumentato fabbisogno di questo elemento in determinati momenti.
Ad esempio, nella donna con mestruazioni abbondanti o durante la gravidanza.
Un’anemia ferropriva può insorgere anche durante e dopo una malattia infettiva, oppure a causa di una emorragia esterna o interna.
In altri casi si tratta invece di cattivo assorbimento del ferro contenuto negli alimenti consumati.

Prevenzione:L’anemia ferropriva si può prevenire, ad esempio, con la somministrazione di ferro alla donna in caso di cicli abbondanti o durante l’attesa di un bambino.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante.
Bisogna seguire una dieta varia, che includa alimenti ricchi di ferro come carne rossa, verdure a foglia verde, frutta secca, pollo, frutti di mare, legumi come fagioli e lenticchie.

A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l’assorbimento di ferro.


ANEMIA DA CARENZA DI VITAMINE

I sintomi sono quelli generali dell’anemia. È caratterizzata da una ridotta produzione di globuli rossi a causa di una deficienza vitaminica.
Le vitamine coinvolte sono la vitamina B12, l’acido folico (folati) e la vitamina C, acido ascorbico.

Cause
Le cause dell’anemia da carenza di vitamina B12 sono il mancato assorbimento di questi nutrienti fondamentali per la produzione di globuli rossi sani.
Ciò accade per la concomitanza di più problemi: uno scarso apporto di vitamine nell’alimentazione (ad esempio dieta povera di latticini o carne) accompagnato da un difetto nella produzione di globuli rossi con base genetica.
La carenza di acido folico, presente principalmente nella frutta e nelle verdure a foglia verde, è causata soprattutto da un’alimentazione poco ricca di questa vitamina.
Le donne in gravidanza o che allattano hanno un aumento della domanda di folati.
L’abuso di alcolici e l’uso di alcuni farmaci possono interferire con l’assorbimento di acido folico.

Prevenzione
In assenza di patologie che richiedano trattamenti specifici (ad esempio difetti del metabolismo) come prevenire l’anemia da carenza di vitamine? Si deve rispettare una dieta varia che comprenda alimenti ricchi di vitamine, frutta, verdura e cereali integrali.
Contengono folati soprattutto le verdure a foglia verde e la frutta secca.
La vitamina B12 è presente in maggiori quantità in latte, latticini e yogurt, carni rosse e bianche, crostacei.
La vitamina C in broccoli, agrumi, fragole, peperoni e pomodori.


ANEMIA CRONICA SEMPLICE

I sintomi sono quelli generali dell’anemia.
Questa forma è causata da malattie infettive o infiammatorie, o da diverse malattie croniche.
A provocare un’anemia possono essere quindi patologie come tubercolosi, reumatismi articolari, insufficienza renale cronica, leucemie.
La terapia dell’anemia cronica semplice dipende dalla malattia che l’ha causata e quindi bisogna rivolgersi al medico che individuerà quale disturbo sia alla sua origine.


ANEMIE EMOLITICHE

Nelle anemie emolitiche si verifica la distruzione dei globuli rossi.
Nelle forme acute i sintomi più comuni sono brividi, febbre, dolori articolari e addominali, colorazione gialla di pelle e mucose.
Mentre nelle forme croniche si verifica l’ingrossamento della milza o del fegato.
Tra le malattie responsabili delle anemie emolitiche ci sono patologie infettive come polmonite da virus, setticemia da streptococco, malaria.ì
Tra le forme acute, tipica è l’anemia emolitica di LedererBrill che colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti: inizia con febbre elevata, emorragie come epistassi, cioè sangue dal naso, ematuria, ossia sangue nelle urine.


ANEMIA MEDITERRANEA

L’anemia mediterranea, anche detta betatalassemia, è una malattia del sangue ereditaria causata da un difetto genetico, quindi si trasmette di padre in figlio. Il nome “anemia mediterranea” deriva dalla sua diffusione soprattutto nelle aree che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, tra cui i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. In Italia la maggior incidenza si riscontra in Sardegna. Questa forma provoca la distruzione dei globuli rossi, una minore presenza di emoglobina e quindi una scarsa ossigenazione di tessuti, organi e muscoli. Una situazione che porta debilitazione e impedisce una corretta crescita.
Chi ne soffre deve sottoporsi a frequenti trasfusioni di sangue. Nella forma meno grave i sintomi sono lievi o poco evidenti.
Nella forma più grave, l’anemia mediterranea sviluppa i suoi sintomi dopo i primi due anni di vita del bambino.
Con la crescita chi ne soffre può andare incontro a diverse complicazioni anche importanti.
Se entrambi i genitori sono portatori sani di anemia mediterranea, il figlio potrebbe ereditare il gene “difettoso”.
Per questo è importante sottoporsi a esami ematologici specifici per stabilire se si è portatori sani di anemia mediterranea.
In tal modo è possibile valutare il rischio di avere figli affetti da questa patologia.


ANEMIA FALCIFORME

L’anemia falciforme è una malattia genetica ed ereditaria del sangue.
Il nome si deve alla caratteristica forma a falce o mezzaluna assunta dai globuli rossi.
La forma irregolare ne ostacola il movimento attraverso i vasi sanguigni, rallentando o bloccando il flusso del sangue. I sintomi si manifestano in genere dopo i quattro mesi di vita. Compaiono manifestazioni quali: anemia, affaticamento, debolezza, mancanza di fiato, pallore, gonfiori alle mani e ai piedi, pelle fredda, ritardo nella crescita, ittero. Non esistono al momento terapie per l’anemia falciforme, quindi i bambini che ne sono affetti dovranno seguire una nutrizione adeguata, e una vita sana per evitare l’aggravamento della malattia.


GLI ESAMI PER RILEVARE L’ANEMIA

Emocromo, quantifica il numero di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Ematocrito, documenta la quantità di emoglobina totale.
Sideremia, misura il dosaggio del ferro e la ferritina.
Sangue occulto nelle feci per capire se ci sono emorragie nel tratto gastrointestinale.

di Alessandra Margreth

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