OSTEOARTROSI - Mia Farmacia
Benessere 12 Ottobre 2021

OSTEOARTROSI

Come prevenire il deterioramento delle cartilagini

Colonna vertebrale, anca, ginocchio, articolazioni delle mani.
Sono queste le sedi più soggette ad osteoartrosi, una delle più frequenti cause di dolori articolari, spesso accompagnati da vari gradi di rigidità e limitazione funzionale.

L’osteoartrosi è processo fisiologico degenerativo che inizia in giovane età, per poi diventare sintomatico alcuni decenni dopo.
Intorno ai 40 anni nella maggior parte delle persone sono presenti alterazioni delle articolazioni sottoposte a carico, anche se solo in piccola parte fonte di disturbo.
Sintomi e diffusione dell’osteoartrosi diventano infatti più frequenti dopo i 55 anni, soprattutto tra le donne.

Oltre a una componente ereditaria, che giustifica il 40-60% dei casi, fattori come obesità, danno articolare da usura, debolezza muscolare e lassità articolare sono considerati predisponenti.

L’osteoartrosi comporta il progressivo deterioramento della cartilagine articolare che viene progressivamente sostituita da tessuto osseo, provocando dolore e perdita di funzionalità.

I SINTOMI

La principale manifestazione dell’artrosi è il dolore, che può manifestarsi sia dopo uno sforzo o la pratica di esercizio fisico, sia dopo un periodo di riposo, per esempio la mattina al risveglio.
In fase avanzata il dolore si fa sentire anche a riposo, è meno localizzato nelle articolazioni e può dipendere anche dai cambiamenti metereologici.

La rigidità mattutina è una caratteristica tipica dell’osteoartrosi, per cui alcuni movimenti restano difficoltosi per alcuni minuti dopo il risveglio, ma in genere non oltre i 30 minuti.
Una durata superiore potrebbe far pensare a condizioni reumatiche di diversa origine.

Altra caratteristica dell’osteoartrosi è che le articolazioni interessate dalla malattia non presentano arrossamenti o gonfiore, e non sono, al tatto, calde o doloranti; si tratta di un aspetto importante che distingue l’osteoartrosi da altre malattie reumatiche e infiammatorie, come l’artrite reumatoide, che richiedono approcci terapeutici specifici.

Le articolazioni colpite da artrosi possono invece presentare delle tumefazioni localizzate, causate da nuove formazioni ossee che si generano come tentativo di ridurre la degenerazione del tessuto osseo, e da deformità specie nelle piccole articolazioni, come per esempio l’alluce valgo.

COME RIMEDIARE?

Proprio perché si tratta di un processo degenerativo la miglior cura è la prevenzione.
L’attività fisica regolare è utile sia per la prevenzione che per la cura, poiché allevia il dolore e aumenta l’elasticità e la flessibilità delle articolazioni.
Con il movimento viene favorita la produzione di liquido sinoviale.

Sono indicati sport come il nuoto, dove il carico per le articolazioni risulta pressoché assente, ma anche esercizi di mobilizzazione mirati alle singole articolazioni e per rinforzare la muscolatura circostante, eventualmente anche sotto la guida esperta di un fisioterapista.

Per quanto riguarda il controllo del dolore, se di breve durata, è possibile ricorrere agli antinfiammatori non steroidei (Fans), che in regime di automedicazione possono essere impiegati sia per uso topico (sotto forma di gel, creme, pomate o cerotti) che sistemico (capsule, compresse, bustine), oppure al paracetamolo, specialmente per quelle persone che a causa di altre terapie in corso, per esempio la terapia anticoagulante, non possono assumere antinfiammatori.

Dopo uno sforzo fisico il dolore muscolare è normale, soprattutto se si fanno movimenti a cui non si è abituati, ma se il dolore persiste oltre tre giorni, è opportuno un consulto medico.

ARTICOLAZIONI E CARTILAGINI

Le articolazioni sono strutture complesse formate da due giunzioni ossee suddivise dalla cartilagine articolare.
La cartilagine è composta da acqua, sali minerali e dai condrociti, le cellule che producono il collagene.
Il ruolo della cartilagine, per le sue proprietà elastiche e di compressione, è quello di rivestire e proteggere l’estremità dell’osso e di attutire l’attrito durante i movimenti.

Altra componente dell’articolazione è la membrana sinoviale, che riveste l’interno della capsula articolare, responsabile della produzione del liquido sinoviale.
Quest’ultimo è importantissimo per lubrificare l’articolazione e ammortizzare i movimenti. Lo stato di salute della cartilagine e la corretta secrezione di liquido sinoviale sono alla base del buon funzionamento dell’articolazione.

Il problema delle cartilagini è che sono soggette a usura ma, poiché si tratta tessuti ove affluisce uno scarso apporto di sangue, hanno scarse capacità di rigenerazione.

MAGNETOTERAPIA PER I DOLORI ARTICOLARI

Tra le terapie localizzate per i dolori articolari c’è la magnetoterapia, tecnica che sfrutta i benefici dei campi magnetici per contrastare gli stati dolorosi causati da patologie infiammatorie e degenerative a carico delle articolazioni e del sistema muscolo-scheletrico.
La magnetoterapia produce una azione antidolorifica e antiflogistica ricaricando con nuove energie le cellule.

Viene utilizzata nell’ambito di numerose condizioni:
artrosi cervicale, mal di schiena, dolori al ginocchio, sindrome del tunnel carpale, osteoporosi, fratture che faticano a rinsaldarsi, dolori derivanti dall’artrite.
Ma anche borsiti, lussazioni, strappi, tendiniti ed epicondilite.

Esistono diversi tipi di terapia magnetica, a seconda delle caratteristiche del campo magnetico applicato; la più diffusa è la magnetoterapia a campi pulsati, che induce vasodilatazione, modificazione di processi infiammatori, riduzione dell’edema e riparazione dei tessuti.

La magnetoterapia è controindicata nelle persone portatrici di dispositivi, come per esempio pace-maker; è altrimenti considerata una pratica sicura.

Grazie a macchinari che possono essere gestiti dal paziente direttamente al proprio domicilio, con trattamenti di mezz’ora al giorno, può essere praticata in autonomia; il rischio, in questo caso, è che alcune condizioni e disturbi non giungano all’osservazione del medico.

Chiedi consiglio al tuo farmacista.

di Stefania Cifani

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